L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 maggio 2021

I vaccini con modificazione genetiche sono sperimentali e non possono essere usati allora il governo neozelandese cambia le norme sulle sperimentazioni e tutto diventa legale

Nuova Zelanda: sentenza dell’Alta Corte mette in dubbio le scelte vaccinali ma il Governo “rimedia” rapidamente

22.05.2021 - Lorenzo Poli

annunci del governo neozelandese in TV (Foto di elaborazione Pressenza)

Sentenza dell’Alta Corte della Nuova Zelanda: “Pfizer/BioNTech illegale perchè sperimentale”
A marzo la Nuova Zelanda aveva acquistato dosi di vaccino Pfizer per tutta la popolazione, spiegando che la decisione era basata sulla “dimostrata efficacia del farmaco” nel prevenire la malattia. Secondo quanto riportato dal Guardian, utilizzare un solo siero contro il coronavirus potrebbe semplificare la campagna di immunizzazione. “Questo acquisto rappresenta un momento cruciale nella lotta al Covid-19. Possiamo tutti renderci conto che ci siamo assicurati uno degli strumenti più forti ed efficaci contro il coronavirus”, aveva spiegato la premier Jacinda Ardern.

Tutto è nato quando la Nga Kaitiaki Tuku Ihu Medical Action Society1 (KTI) si era rivolta all’Alta Corte della Nuova Zelanda sostenendo che il vaccino Pfizer/BioNTech non avesse completato la sua fase di sperimentazione clinica e non dovesse essere reso disponibile alla popolazione in conformità con la sezione 23 del Medicines Act (legge sui medicinali approvata nel 1981) che stabiliva inizialmente che il consenso provvisorio dato dal Ministro della Salute alla fornitura di un nuovo medicinale doveva essere utilizzato su base limitata e solo per il trattamento di un numero limitato di pazienti.

In una decisione rilasciata martedì scorso, il giudice Rebecca Ellis ha dichiarato: “è ragionevolmente discutibile che la decisione di approvare provvisoriamente il vaccino per un uso molto più ampio è problematica” ed è andata oltre i poteri della sezione 23 del Medicines Act. Ciò potrebbe minare la fiducia del pubblico nello stoccaggio di vaccini in Nuova Zelanda.

Ciò che potrebbe essere problematico è che il vaccino è stato concesso a un numero limitato di neozelandesi, in particolare a quelli di età superiore ai 16 anni. Ellis ha dichiarato: “Anche se riconosco che questa è una classe di persone più limitata rispetto a tutti i neozelandesi”, una classe di quelle dimensioni sembra ben oltre ciò che è contemplato da una lettura diretta della sezione”. Nonostante l’Alta Corte della Nuova Zelanda si sia pronunciata con una sentenza a favore di KTI, sostenendo che l’accesso al vaccino fosse illegale e in violazione del Medicines Act in quanto ancora sperimentale; Ellis ha rifiutato di concedere ordini provvisori che interrompono il lancio del vaccino, richiesta dalla KTI, poiché ci sarebbero ripercussioni “troppo grandi, con un margine molto considerevole”.

Il vaccino anti-Covid di Pfizer, però, è stato approvato per più di due terzi della popolazione della Nuova Zelanda, nonostante la sperimentazione clinica primaria sia ancora da completare, essendo la scadenza stabilita per aprile 2023. La Nga Kaitiaki Tuku Ihu Medical Action Society (KTI) ha pubblicato una lettera aperta firmata da 43 medici neozelandesi in cui si esprime preoccupazione per la promozione del vaccino nonostante la mancanza di prove che ne dimostrino la sicurezza.

“Nessuno al momento sa quanto sia sicura o efficace questa nuova tecnologia di mRNA a medio e lungo termine. Esperti medici altamente credibili in tutto il mondo, e persino alcuni stessi sviluppatori di vaccini, prevedono problemi e sollevano preoccupazioni urgenti da segnalare. Obbligare pazienti o lavoratori a ricevere farmaci, medicine o vaccini che sono ancora in fase di sperimentazione costituirebbe un significativo precedente medico, che sarebbe in contrasto con tutti i codici internazionali di etica medica dal Codice di Norimberga del 1947 e dalla Dichiarazione di Helsinki del 1952” – questo viene riportato nella lettera.

La sezione 23 è stata utilizzata per oltre 40 anni dai governi per garantire l’accesso anticipato ai medicinali approvati quando c’era un bene pubblico ma, come ha affermato il Ministro della Salute Andrew Little, “La legge è da tempo priva di chiarezza su come può essere applicata”.

C’erano sei prodotti in uso ai sensi della Sezione 23, inclusi due tipi di contraccettivi, due vaccini contro l’influenza pandemica, il vaccino Pfizer Covid-19 e una soluzione elettrolitica utilizzata negli ospedali, potenzialmente interessati dalla decisione.

L’atto della sentenza ha portato quindi il ministro della Salute ad annunciare che il governo sta lavorando ad un urgente “emendamento tecnico per modernizzare la legge” e per accogliere il vaccino anti-Covid.

Nonostante KTI avesse ricordato che il giudice aveva convenuto che in Nuova Zelanda sopra i 16 anni non sono un numero limitato di pazienti, il Ministro per l’emergenza Covid-19 Chris Hipkins ha affermato che la sentenza del tribunale ha mostrato “una debolezza nel Medicines Act”.

Il 19 maggio 2021, il Governo della Nuova Zelanda ha introdotto e approvato una modifica al Medicines Act 1981 “per chiarire l’uso appropriato dei consensi provvisori per la vendita e l’uso di medicinali e garantire che i neozelandesi continuino ad avere accesso tempestivo a medicinali sicuri ed efficaci”, permettendo così al vaccino anti-Covid di inserirsi nei parametri di legge.

Fonti:





Lettera di medici neozelandesi preoccupati per il vaccino Pfizer https://kti.org.nz/?p=361



1# organizzazione ambientale volta ad educare sui temi legati a salute, ambiente e benessere; intraprende azioni legali contro individui o organizzazioni; e promuovere il processo decisionale informato e la responsabilità in materia di salute e benessere. KTI MedAct Incorporated riguarda la sovranità dell’ente, i diritti umani, la responsabilità, la legge ed è una società interna all’organizzazione che si occupa di intraprendere azioni contro le vaccinazioni obbligatorie. Kaitiaki è il concetto Maori di tutela, per il cielo, il mare, la terra e la sua acqua dolce.

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