L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 maggio 2021

Il governo dello "stregone maledetto" deciso a regalare Monte dei Paschi di Siena, l'Italia NON deve avere un sistema di banche pubbliche al servizio degli interessi della Repubblica

Perché sono pericolose nozze a 3 per salvare Mps

6 maggio 2021


“Doveroso da parte dello Stato trovare una soluzione per il Mps e per le 20.000 persone che ci lavorano. Ma sono pericolose mega fusioni tra banche che potrebbero interessare anche più di due gruppi”. Il post di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi

Sento puzza di bruciato.

Proprio in queste ore, stanno girando voci che non mi piacciono affatto: si parla, piuttosto concretamente, di mega fusioni tra banche, che potrebbero interessare anche più di due gruppi, in relazione alle quali occorre porre la massima attenzione.

Operazioni di questo tipo sono pericolose, diventano il pretesto e l’occasione per produrre migliaia di esuberi fra le lavoratrici e i lavoratori.

Sto verificando personalmente se le indiscrezioni hanno un fondamento preciso e tutta la Fabi ha alzato al massimo l’allerta: ci opporremo con qualsiasi mezzo a nostra disposizione a operazioni che dovessero provocare una macelleria sociale.

La riorganizzazione del sistema è un conto, la distruzione di posti di lavoro è un altro e non siamo disposti in nessun caso ad accettarlo.

Noi non parteggiamo per i vertici di alcun gruppo e riteniamo che sia doveroso da parte dello Stato trovare una soluzione per il Monte dei Paschi di Siena (Mps) e per le 20.000 persone che ci lavorano oltre che per le loro famiglie.

Questa è la priorità assoluta, considerando anche che mi sembra di capire che questo governo non intende dare a Mps la possibilità di restare autonomo ancora per un po’ di tempo.

Detto questo, è pericoloso fare operazioni per una competizione sfrenata fra i gruppi bancari tutta a danno delle lavoratrici e dei lavoratori e pure della clientela.


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