L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 30 maggio 2021

Il libero commercio è il deterrente per le convergenze politiche e militari altrimenti siamo nel campo di scelte ideologiche che sono sempre di parte a prescindere

Come il Pakistan si gasa con la Russia

28 maggio 2019


L’articolo di Giuseppe Gagliano sul Pakistan Stream Gas Pipeline, il gasdotto progettato da Russia e Pakistan

A causa del conflitto in Afghanistan — nel quale gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo determinante — il Pakistan ed in particolare il suo servizio di sicurezza hanno supportato le azioni offensive di guerriglia e di terrorismo dei talebani.

Accanto alla cooperazione con la Cina, la Russia e il Pakistan hanno deciso unanimemente di modificare l’accordo intergovernativo per il gasdotto Pakistan Stream Gas Pipeline (PGSP) lungo 1.122 km che partirà da Port Qasim, nel Sud-Est del Pakistan, per giungere a Kasur, nel Nord-Est del Paese. Il costo totale del progetto sarà di circa 2,25 miliardi di dollari.

La modificazione contrattuale posta in essere consentirà al Pakistan una partecipazione azionaria del 74% e alla Russia del 26%.

Questo accordo è la logica conseguenza della visita fatta nel dicembre del 2019 in Pakistan dal ministro dell’industria del commercio russo Denis Manturov che aveva garantito investimenti nel settore energetico per un costo di 14 miliardi di dollari.

Questa cooperazione sul fronte energetico tra Pakistan e Russia non deve destare alcuna sorpresa: entrambe le nazioni infatti vogliono contrastare le azioni terroristiche attuate dall’Isis ma soprattutto vogliono il ritiro della presenza americana che ormai di fatto si è realizzata.

Per quanto concerne il Pakistan non c’è dubbio che si stia sempre più allontanando dal fronte occidentale e sempre più avvicinando alla Cina e alla Russia. Proprio per questo gli Stati Uniti non potranno che porre la loro attenzione sul rafforzamento di questa duplice cooperazione con il Pakistan che non farà altro che limitare e contenere la loro proiezione di potenza in Asia.


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