L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 maggio 2021

Intercettare 1770 razzi costa 50.000 dollari cadauno e non sempre il sistema Iron Dome è efficace

Oltre 1.700 razzi lanciati contro Israele dai jihadisti di Gaza

13 maggio 2021


(aggiornato alle ore 23,59)

Escalation del conflitto fra Israele e Hamas. L’ultimo bilancio è di oltre 70 morti, fra palestinesi e israeliani, e almeno 1.500 razzi lanciati da Gaza verso le città israeliane. I feriti sono migliaia (almeno 900 palestinesi a Gerusalemme est e 400 a Gaza).

Fonti israeliane confermano che circa il 90 per cento dei razzi diretti verso aree abitate sono stati intercettati dal sistema di difesa aerea a corto e cortissimo raggio Iron Dome, attivo contro razzi e proiettili d’artiglieria,

Anche la notte scorsa Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha continuato a lanciare razzi a Sderot e Ashkalon. La più recente vittima israeliana è un bambino di sei anni, morto ieri sera a Sderot. Il numero di morti in Israele è ora salito a 7 compreso un soldato.


Il bilancio dei morti da parte palestinese è di 65 morti, fra cui 16 bambini e diversi capi di Hamas, vittime dei raid aerei israeliani effettuati con droni e cacciabombardieri F-16, F-15 ed F-35. Da oggi, per motivi di sicurezza, tutti i voli per Tel Aviv. Tra i bersagli colpiti anche un centro dell’intelligence di Hamas e almeno 4 postazioni di missili anticarro Kornet situate sul confine e impiegate per colpire veicoli e postazioni israeliani.

Jonathan Conricus, portavoce delle forze armate israeliane (IDF), ha riferito che più di 1.100 razzi sono stati lanciati da quando Hamas ha iniziato gli attacchi su Israele aggiungendo che almeno “200 razzi e orse più sono caduti dentro al perimetro di Gaza e valutiamo che siano responsabili di alcune delle vittime civili riportate”.


Il portavoce, citato dall’Agenzia di stampa Nova, ha confermato che il sistema di difesa Iron Dome “continua a essere molto efficace nonostante il massiccio lancio, quasi ininterrotto, contro varie località”, con un “tasso di intercettazione del 90 per cento”, aggiungendo che le IDF hanno colpito “più di 300 obiettivi dentro Gaza, tra cui impianti per costruzioni di armi, magazzini di Hamas e Jihad islamica” precisando che nei raid sono stati distrutti anche tunnel e uccise figure di alto livello dei due movimenti.

Nel tardo pomeriggio alti funzionari militari hanno riferito al quotidiano Haaretz che sono già circa 1.600 i razzi sparati dalla Striscia di Gaza contro Israele dei quali un centinaio a raggio più lungo hanno colpito Tel Aviv e Beersheba. Un razzo ha colpito anche l’aeroporto di Eilat (sul quale sono stati deviati molti voli diretti a Tel Aviv), sul Mar Rosso, confermando così la disponibilità di armi con un raggio d’azione esteso fino a 250 chilometri.


Secondo Hamas si tratterebbe di un vettore balistico chiamato Ayyash 250, in onore di Yahya Ayyash, comandante delle Brigate Ezzedin al-Qassam ucciso da Israele nel 1996. Il capo militare del Movimento islamico, Mohammed Deif, ha esortato “le compagnie aeree straniere a interrompere immediatamente i voli verso qualsiasi aeroporto nella Palestina occupata. Al nemico diciamo: i vostri aeroporti e qualsiasi punto da nord a sud è’ raggiungibile dai nostri razzi”

Fonti delle IDF ammettono di essere stati sorpresi dalla quantità dei razzi impiegati da Hamas e Jihad Islamica Palestinese ma pare evidente che le nutrite salve di ordigni lanciati contemporaneamente hanno l’obiettivo di saturare il sistema di difesa aerea Iron Dome consentendo quindi a un numero maggiore di razzi di raggiungere gli obiettivi in territorio israeliano.


Per il momento Israele sembra escludere l’opzione di un intervento terrestre dentro i confini di Gaza mentre aumentano le violenze fra cittadini israeliani arabi ed ebrei all’interno di città miste fra cui Lod, Acri, Haifa e Tel Aviv.

La comunità internazionale è divisa. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha già tenuto due incontri e ne ha programmato un altro per domani, ma non è riuscito a raggiungere ad alcuna dichiarazione per l’opposizione degli Stati Uniti. La Cina si è detta “molto dispiaciuta” della mancanza di consenso.

In serata truppe dell’esercito israeliano hanno condotto attacchi nella Striscia di Gaza” come ha ha comunicato l’esercito israeliano in un tweet anche se più tardi è stato smentito che fosse iniziata un’invasione di Gaza da parte delle IDF.

Nei prossimi giorni Analisi Difesa dedicherà un ampio articolo di approfondimento al confronto militare in atto.

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