L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 maggio 2021

la Luigi Rizzo protegge giustamente la Eni-Saipem 10000 nel golfo di Guinea

Come e perché la Marina Militare protegge la Eni-Saipem 10000

17 maggio 2021


La Fremm Luigi Rizzo, schierata nel Golfo di Guinea, nell’ambito dell’Operazione anti-pirateria Gabinia, protegge “Eni-Saipem 10000” dai pirati. Tutti i dettagli

La Marina militare italiana impegnata in nome dell’energia. E delle aziende italiane attive nel settore, Saipem ed Eni.

La Freem Luigi Rizzo, nelle scorse ore, a largo delle coste ghanesi ha garantito la sicurezza dell’unità di perforazione petrolifera “Eni-Saipem 10000”. Tutti i dettagli.
COSA FANNO SAIPEM ED ENI

Saipem – società controllata da Eni (30%) e Cdp Industria (12,55%) – è impegnata in operazioni di riposizionamento per una successiva esplorazione del sottosuolo marino a largo delle coste del Ghana.
LA COLLABORAZIONE DELLA MARINA MILITARE

“Si tratta di una delicata attività per l’intero comparto energetico nazionale, con inevitabili riflessi anche sull’economia europea”, spiega la Marina Militare italiana, che ha deciso di supportare la società energetica nelle sue attività.

Il 23 febbraio scorso, la fregata Luigi Rizzo ha lasciato la base navale di La Spezia per fare rotta verso le acque del Golfo di Guinea per contrastare attività di pirateria e rapine a mano armata in mare ai danni di mercantili e altre imbarcazioni.

Nell’ambito dell’operazione, che prende nome Gabinia, la nave Luigi Rizzo è impegnata a garantire la sicurezza dell’unità di perforazione petrolifera “Eni-Saipem 10000”, mercantile della flotta della società Saipem che opera in tutto il mondo in aree on-shore e off-shore, talvolta anche particolarmente ostili.

LA SIMULAZIONE

Ostilità che hanno spinto le aziende italiane e la Marina Militare, con l’obiettivo di assicurare un elevato livello di prontezza operativa, a verificare la catena di allarme nazionale. E così, in uno scenario estremamente realistico, a largo delle coste ghanesi, è stato simulato un tentativo di sequestro dell’unità petrolifera da parte di un gruppo di pirati. “E’ stata attivata – si legge sul sito della Marina Militare – la sequenza di allarme nazionale e, quindi, l’intervento della Fremm tramite elicottero SH-90. Contestualmente, da bordo del velivolo, il team d’intervento della Brigata Marina San Marco ha assicurato protezione, supporto ed assistenza”.

SAIPEM 10000

Saipem 10000 è una nave di perforazione di quinta generazione, per acqua ultraprofonde che, naviga attualmente sotto bandiera della Bahamas. Lunga 228 metri e larga 42 metri, ha una profondità di foratura pari a 9,144 metri. Il posizionamento della nave è garantito da un sistema computerizzato collegato al sistema Gps, che coordina la spinta di 6 propulsori Ulstein orientabili da 4.000 kW a 730 rpm ciascuna.


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