L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 maggio 2021

La "mascherata" non serve a niente e il Texas lo dimostra ma in Italia non si deve dire

Zero morti in Texas senza mascherine e divieti



Quella di ieri è stata una data storica per il Texas: per la prima volta dal 21 marzo del 2020 non c’è stato nemmeno un decesso attribuito al Covid e questo nonostante lo Stato della stella solitaria abbia abolito ormai da marzo tutte le misure di confinamento e le mascherine. Eppure appena due mesi fa Biden il mascherato a vita, aveva denunciato il “pensiero di Neanderthal” del governatore Abbott quando questi aveva deciso di porre fine alle restrizioni. Se l’informazione nostrana, ma anche quella americana si degnasse di riportare la notizia come merita sarebbe davvero una pietra miliare in questa narrazione pandemica ormai colma all’inverosimile di bugie. Del resto era già da parecchio tempo che i dati sui decessi e dei contagi si sono gradualmente ridotto al minimo dopo l’abolizione delle cosiddette “misure” anti covid, come si può agevolmente vedere da questa curva:


Se si pensa che il Texas è stato per parecchi mesi lo stato più colpito degli Usa, che a gennaio aveva 30 mila casi al giorno e 400 morti ufficialmente dovuti al covid e che tuttora è anche uno degli stati con minore percentuale di vaccinati si potrebbe proprio dedurre che sono state proprio i confinamenti a diffondere il virus ( ci sono numerosi studi che confermano). Certo le persone che hanno ancora un po’ di lucidità sanno che i numeri del Covid sono in gran parte determinati dalla gestione dei tamponi e da quella del tutto inverosimile delle dichiarazioni di morte, ma evidentemente in Texas gran parte della classe medica non ha più tanta voglia di stare al gioco e anzi sarebbe interessante capire il perché di questa defezione narrativa. Ad ogni modo la cosa più incredibile in tutto questo è che il dottor Fauci ha finalmente ammesso di non essere in grado di spiegare il successo del Texas. Insomma l’uomo che è stato al centro di tutta la discussione pandemica e che ha di fatto imposto la sua visione epidemica anche se ondeggiante e priva di senso, voluto le mascherine e suggerito i confinamenti, non sa cosa più cosa dire: da profeta della malattia diventa il suo giullare.

Anzi a dire la verità il vecchio Biden ormai semi svanito e l’ultra ottantenne Fauci sembrano essere loro i Neanderthal che purtroppo però dispongono della pesante clava dei media gestiti dal potere amico e dei soldi di chi vuole la “nuova normalità” della disuguaglianza .

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