L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 maggio 2021

La narrazione dell'influenza covid è benzina della Strategia della Paura guai quindi a chi prova, anche con dati alla mano, a opporsi, viene perseguitato, annientato, isolato

C’è un giudice a Berlino… ma è perseguitato



Ricordate quando in Germania e in Francia si stigmatizzavano Polonia e Ungheria perché la magistratura di questi Paesi non era indipendente dal potere politico? Benché si trattasse di una ipocrisia bella e buona visto che questo vale in gran parte anche per gli ordinamenti giudiziari tedesco e francese, l’informazione ( si fa per dire) accreditò questa tesi che in realtà era diretta contro governi meno inclini ad applicare supinamente i dettami del globalismo. Ma qualche giorno fa questa maschera è caduta definitivamente quando è partita una vera e propria campagna di intimidazione verso il giudice Christian Dettmar del tribunale della Famiglia di Weimar il quale agli inizi di aprile aveva stabilito, sulla base del parere di numerosi esperti il divieto di richiedere agli alunni il distanziamento sociale, di pretendere l’uso delle mascherine e la possibilità di effettuare test rapidi, ma al contempo ribadendo che deve essere mantenuta l’istruzione in aula. Come se questo non bastasse la sentenza estende anche il discorso sostenendo nel suo articolato che modellazioni matematiche astratte basate su mere ipotesi e valutazioni soggettive “non possono sostituire gli studi clinico-epidemiologici basati sulla popolazione” Il che in poche parole significa mandare a gambe all’aria una narrazione pandemica tutta costruita appunto su previsione astratte sballate o magari fortemente suggerite dal potere politico ( in Germania com’è noto il governo ha pagato alcuni ricercatori perché facessero le previsioni più allarmanti possibile). Insomma una sorta di bomba che tra le altre cose era molto difficile smontare sia da un punto di vista giuridico, sia da quello scientifico visto che lo stesso Oms ha stabilito la totale inaffidabilità dei tamponi, dunque dei numeri della cosiddetta pandemia, mentre sui distanziamenti sociali e mascherine ci sono tonnellate di studi chge ridicolizzano queste misure.

Ma non si poteva rischiare che una sentenza facesse scuola e mettesse in forse l’ordine pandemico di cui la Merkel è una esecutrice quanto mai rigorosa forse per fasi perdonare il Nord stream 2, così è iniziata nei confronti di questo magistrato una vera e propria persecuzione pare su input diretto della cancelliera con il sequestro di molti documenti, del telefonino e la perquisizione del suo ufficio, dell’abitazione e della macchina. Tutto è stato facilissimo, si sono stimolati alcuni cittadini a presentare esposti per dare il via a una sorta di inchiesta da parte di un pubblico ministero di Erfurt il quale parte dall’ipotesi che Dettmar possa avere agito in modo “illegale” e nell’interesse di una delle parti. Insomma un baraccone che giuridicamente non sta in piedi, tanto è vero che la sentenza del giudice di Weimar rimane pienamente operativa visto che tra l’altro sarebbe imbarazzante affrontare argomentazioni a difesa di misure che non hanno alcun senso scientifico ma che serve egregiamente come manganello, ossia come avvertimento nel caso altri giudici dovessero emettere sentenze simili facendo in mille pezzi la narrazione emergenziale. Come si vede siamo entrati ormai in pieno regime di inquisizione e non è un caso che questa mutazione si manifesti in maniera inequivocabile proprio nella Germania della Merkel che ha costituito il modello ispiratore dell’Europa dall’euro in poi. D’altro canto – e le manifestazioni di oggi in tutta la Germania contro le restrizioni ne sono una dimostrazione- la cancelliera in crisi terminale di consenso assieme al suo partito è già in qualche modo il passato. Il che è un motivo di speranza un varco verso un futuro diverso: tutto sta a vedere se si avrà il coraggio e la determinazione di percorrerlo.

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