L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 24 maggio 2021

Le buffonerie della Nato rasentano il ridicolo

Tutti i paradossi della Nato fra Turchia e Afghanistan

24 maggio 2021


Il corsivo di Giuseppe Gagliano sulla Nato

Non bisognerebbe mai dimenticare che la storia è costellata di innumerevoli episodi caratterizzati da una drammatica paradossalità.

È questo il caso dell’azione dispiegata da parte della Nato in Afghanistan.

Nonostante l’imponente dispiegamento di mezzi da parte della Nato infatti l’Afghanistan continua a essere caratterizzato da un’anarchia permanente. Infatti proprio il 20 maggio è stata posta in essere da parte dei talebani un’offensiva nella provincia di Langhman.

Nello specifico i talebani hanno lanciato veri e propri attacchi contro i checkpoint delle forze di sicurezza afghane prendendo il controllo su altri distretti della provincia. La situazione nella provincia di Maidan Wardak, nelle prossimità di Kabul, non è molto diversa come dimostra il fatto che quattro posti di blocco sono stati presi dai talebani.

Non solo: il 21 maggio anche gli edifici del governatorato distrettuale di Jalriz e il quartier generale della polizia sono stati conquistati dai talebani.

Insomma l’offensiva talebana procede in modo ampio, capillare e si concretizza in una guerriglia distretto per distretto, strada per strada, proprio come si è soliti fare durante la guerra irregolare. Ma in cosa consiste allora la paradossalità di cui si accennava all’inizio?

Consiste semplicemente nel fatto che nonostante il clamoroso e plateale insuccesso della Nato in Afghanistan questa abbia avviato le esercitazioni denominate Steadfast Defender 2021, che vedranno la presenza della Romania, dell’Ungheria, della Bulgaria e del Portogallo tra il mese di maggio e giugno.

Lo scopo di questa esercitazione è quello di mettere alla prova la prontezza e la mobilità militare della Nato sia su terra che su mare, abbracciando un’area geografica che va dal Nord America sino al Mar Nero. L’ampiezza di questa esercitazione richiederà il dispiegamento di 9000 soldati. E mentre la Nato compie le sue esercitazioni il mondo reale – nello specifico l’Afghanistan – è invece caratterizzato da una conflittualità permanente di cui la Nato non ha più ormai alcun controllo.

Ma purtroppo le guerre reali sono una cosa, le esercitazioni e le simulazioni sono un’altra cosa. Ma i paradossi non si concludono qui: sempre nello stesso periodo si svolgerà infatti la Noble Jump della Nato, che vedrà la presenza della Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), guidata dalla Turchia, in Romania.

Ed è proprio questo il punto centrale: la Turchia continua a svolgere un ruolo troppo importante per la Nato la quale è ben lontana dall’intenzione di espellerla per compiacere o soddisfare i difensori dei diritti umani.

Difficile tuttavia non osservare come il ruolo della Turchia all’interno della Nato costituisca comunque un paradosso considerando la guerra che la Turchia non solo ha fatto in Libia ma sta facendo in Siria utilizzando mercenari jihadisti che certo non possono considerarsi membri della Nato (sic!).

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