L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 maggio 2021

Le prove generali per far saltare le regole le abbiamo avute con l'expo 2015 a Milano. Gli avvoltoi rapaci devono essere protetti sempre costi quel che costi anche sulle opere inutili come il raddoppio della Torino-Lione. Per delegittimare le regole, che in genere preservano dalle ingiustizie, scatenarono i teppisti cocainomani al servizio dello stato per mettere a ferro e a fuoco la città, dimostrando la linearità del mantenimento del potere: usare cinicamente TUTTI i mezzi a disposizione legali e non

POLITICA | 13 maggio 2021, 14:30

Tav, 7 sindacati e 4 associazioni: "Subito la valutazione di impatto sanitario"

"Siamo preoccupati per la sua assenza. Mancano valutazioni di quali potrebbero essere le ripercussioni sulla salute delle nostre comunità e dell'ambiente con l'estrazione di rocce amiantifere"


Val di Susa, subito la Valutazione di Impatto Sanitario, VIS, ai cantieri del TAV Torino-Lione, prima dell'apertura dei lavori: lo chiedono con urgenza 7 sindaci valsusini e 4 associazioni in una lettera al Prefetto di Torino, in attuazione di una direttiva comunitaria e delle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute nel 2019, che prevedono una valutazione ex-ante, cioè precedente all’avvio dei cantieri, dei potenziali effetti sulla salute con un approccio integrato che prevede l’identificazione degli associati scenari di esposizione e dei rischi sanitari, valutati con un approccio tossicologico o epidemiologico.

“Siamo fortemente preoccupati per l’assenza, ad oggi, della VIS. Mancano valutazioni di cosa accadrà e di quali potrebbero essere le ripercussioni sulla salute delle nostre comunità e dell'ambiente con l’estrazione di rocce amiantifere, la dispersione di minerali uraniferi, i possibili sversamenti d’inquinanti nei bacini idrici e l’impatto acustico dei lavori e della nuova ferrovia: in queste condizioni, è perciò intollerabile e normativamente inaccettabile che non si predisponga nessuna azione di prevenzione per proteggere la salute della popolazione!”, questo l'allarme lanciato dai sindaci di Bussoleno, Caprie, Giaglione, Salbertrand, San Didero, Venaus, il vicesindaco di Bruzolo e da Medicina Democratica, Associazione Italiana Esposti Amianto, Legal Team Italia, Pro-Natura Piemonte.

La VIS effettuata prima dell'avvio dei lavori rappresenta, infatti la più importante novità rispetto alla prassi precedente: secondo le nuove disposizioni di legge gli effetti sulla salute pubblica devono essere identificati e valutati prima dell’avvio di qualsiasi opera e, altro elemento fortemente innovativo, i lavori devono essere discussi con tutti i “detentori di interessi” del territorio, in particolare con associazioni di categoria e comitati cittadini. In precedenza, invece, la VIS consisteva in una relazione prodotta in autonomia dal proponente delle opere. “Le polveri sottili generate nei cantieri e i gas di scarico degli automezzi impiegati per il trasporto dei terreni – aggiungono i sindaci – in un territorio valligiano, a bacino chiuso, non potranno essere spazzati via dal vento e rimarranno in loco accumulandosi, come già accaduto in passato per i fumi inquinanti delle acciaierie in bassa valle ma l’inquinamento atmosferico è solo uno dei problemi per la salute dei residenti che potrebbero verificarsi”.

È presto per dire se l’obbligatorietà di questa prescrizione rallenterà i lavori, ma i richiedenti esigono il rispetto delle leggi e l’avvio della VIS per le opere della Torino Lione, alcune delle quali sono già in corso ma senza tutti i necessari adempimenti a tutela della salute. La Val di Susa è da 50 anni sede di grandi cantieri e opere di ogni genere: le nuove direttive comunitarie e ministeriali aprono uno scenario nuovo rispetto a quanto fatto in passato per la tutela della salute e il rispetto dell'ambiente e rinnoveranno il dibattito sul rapporto tra costi e benefici del TAV.

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