L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 maggio 2021

Le reazioni avverse ai vaccini con modificazioni genetiche sono aumentate e di molto rispetto ai normali vaccini con virus attenuati

Vaccini anti Covid: 50 volte più letali di tutti gli altri messi insieme



Siamo di fronte a un dramma senza precedenti, anzi a due drammi: uno spaventoso aumento dei decessi dopo l’inizio delle campagne vaccinali e il tentativo delle burocrazie medico – sanitarie di nascondere questa realtà per sostenere il grande affare dei vaccini e nel contempo mettere sotto il tappeto le loro enormi responsabilità che si sono assunte nel tenere bordone alla narrazione apocalittica dell pandemia. Si tratta di un dramma umano e di uno politico–sociale che s’intrecciano in maniera inestricabile e fanno comprendere che non ci potrà essere un rispristino della democrazia reale se tutte queste istanze non saranno esemplarmente punite e non saranno sottratte al lobbismo, ossia a quella condizione di ontologico conflitto di interessi che è il tipico portato del neoliberismo: mi riferisco al che gli organismi di tutela della salute pubblica come per esempio le agenzie del farmaco sono controllati dai soggetti che dovrebbero controllare: il bilancio dell’Ema, ad esempio, proviene all’80 per cento dalle aziende farmaceutiche, mentre il Cdc americano è esso stesso un produttore di farmaci e vaccini

Bastano alcuni diagrammi per rendere immediatamente comprensibile la situazione: qui sotto ad esempio abbiamo un’elaborazione fatta dall’analista olandese Wouter Aukema sui dati Ema: si vede chiaramente che dalla terza settimana del 2021 con l’inizio delle campagne vaccinali le segnalazioni di reazioni avverse e di decessi sono schizzate vertiginosamente in alto: in blu ci sono le segnalazioni ( a partire dal 2018) che riguardano tutti i farmaci e tutti i vaccini, rosso l’aumento con i preparati anticovid. Si tratta di numeri che si riferiscono solla alle segnalazioni ufficiali e che dunque potrebbero essere assai inferiori alla realtà.


La medesima cosa accade in Usa dove l’ufficio che si dedica alla raccolta delle segnalazioni, ovvero il Vaers mostra una realtà se possibile ancora più inquietante: ci si trova di fronte a un’impennata enorme di segnalazioni: negli ultimi 4 mesi è stato raccolta quasi la metà delle segnalazioni di morte giunte negli ultimi 30 anni, ovvero sin dalla fondazione di questo ente, Ache qui un diagramma rende immediata la comprensione di ciò che sta accadendo: a sinistra abbiamo le segnalazioni di morte a seguito di vaccinazioni giunte al Vaers dal 2014 al 2020 mentre a destre quelle giunte dal 1° gennaio fino al 30 aprile di quest’anno.


Insomma mentre ogni anno ci sono mediamente 100 morti su una cifra che va dai 250 ai 350 milioni di dosi di vaccini di ogni tipo mentre in questo caso ci troviamo di fronte a 3800 morti su circa 180 milioni di dosi. si tratta di una situazione completamente differente e allarmante con una mortalità 50 volte superiore. Se qualche esperto prezzolato e se ne esce fuori a dire che tanto non importa perché comunque si tratta di cifre piccole, vuol, dire che proprio non è in grado di comprendere che esiste un problema enorme intanto perché questi numeri così altri potrebbe sono il segnale di qualcosa che non va e che potrebbe portare a situazioni insostenibili nel medio e lungo termine problemi ancora più gravi e poi perché è ormai che si vuole procedere con vaccinazioni ad oltranza di tipo annuale e con queste cifre tale prospettiva è davvero insostenibile. Magari certa gente è esperta di killeraggio, ma dovrebbe esentata dalle due cose che non sa fare: pensare ed esercitare l’onestà intellettuale.

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