L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 maggio 2021

L'influenza covid usata come una clava contro i cento milioni di agricoltori indiani

Agricoltura e Big Tech: Bill Gates dietro l’aumento dei contagi in India ?

epa08965888 Farmers in large numbers take part in a 'parallel parade' on tractors and trolleys, during their ongoing farmers protest against the new agricultural laws, on the outskirts of New Delhi, India, 26 January 2021. Farmers' organizations organized a 'parallel parade' to counter India's Republic Day parade in New Delhi on the same day. EPA/RAJAT GUPTA


Sapete una cosa? Ero rimasto abbastanza perplesso dal fatto che improvvisamente l’India da essere uno dei Paesi con meno contagi e morti per Covid, con l’inizio delle vaccinazioni di massa e soprattutto con i divieti di usare Ivermectina aveva moltiplicato per tre i numeri della sua pandemia. Al contrario di quanto detto dall’informazione della menzogna unificata non si trattava di nulla di apocalittico, ma del passaggio dallo 0,10 di morti per milione allo 0,35, dunque cifre di gran lunga inferiori a quelle occidentali e grandi solo in termini assoluti visto che l’india ha un miliardo e trecento milioni di abitanti quindi un numero di decessi giornalieri dell’ordine delle 50 mila persone. Eppure c’era qualcosa che non funzionava, come se vi fosse stata una qualche improvvisa volontà di drammatizzare, ma erano i tempi che mi sfuggivano: per tutto l’autunno e l’inverno circa 300 milioni di contadini avevano affollato all’inverosimile le piazze delle principali città per protestare contro le leggi che favorivano le multinazionali agricole e quello sarebbe stato il momento favorevole per il governo di forzare la mano con i test pcr e con le dichiarazioni di morte per aumentare i tristi numeri del Covid e dunque per fare crescere la dose di paura e tentare di sterilizzare la protesta. Invece è solo con la fine di marzo che c’è stata la svolta.

Certo sappiamo che in 26 Paesi l’inizio delle campagne vaccinali ha coinciso con l’aumento di morti e di contagi cosa che rimane peraltro inspiegata, sia dagli organi pubblici della sanità che dalle case produttrici dei vaccini a mRna, tuttavia la vicenda indiana sembrava davvero sui generis e per qualche verso incomprensibile sia dal punto di vista della mistificazione, sia da quello della fede pandemica. E’ stato solo per caso che mi sono imbatto nell’evento che ha fatto scattare la scintilla e riunire i puntini privi di un disegno coerente: ai primi di aprile il governo indiano ha firmato un Memorandum di intesa con Microsoft, consentendo al suo partner locale CropData di creare e sfruttare con criteri privatistici un database generale degli agricoltori. Il memorandum fa parte dell’iniziativa politica AgriStack , che prevede il lancio di tecnologie “dirompenti” e database digitali nel settore agricolo. Microsoft – il cui fondatore è tra l’altro diventato il più grande proprietario terriero degli Usa, oltre ad essere il Führer della pandemia e dei vaccini – costituirà una piattaforma in grado di acquisire serie di dati sull’agricoltura come quantità e tipo di raccolti, dati meteorologici, domanda di mercato, prezzi., profili catastali, tipi di macchinari in possesso degli agricoltori, situazione economica dei contadini, rendimenti, prestiti e stato di salute. Insomma i dati necessari ad una grande attività di controllo e di esproprio .

Consegnare tutte le informazioni sul settore a Microsoft e ad altri pone il potere nelle loro mani, il potere di plasmare interamente il settore agricolo: i giganti dei dati e le società di e-commerce non solo controlleranno i dati sui consumi, ma anche quelli sulla produzione, la logistica, le informazioni su chi ha bisogno di cosa, dei tempi nei quali ne ha bisogno, su chi può produrlo e su chi dovrebbe consegnarlo. Così Bayer, Corteva, Syngenta e l’agribusiness tradizionale lavoreranno con Microsoft, Google e i giganti della grande tecnologia per facilitare la creazione di fattorie senza agricoltori guidate dall’intelligenza artificiale e la vendita al dettaglio di e-commerce dominata da società del calibro di Amazon e Walmart. Insomma un cartello di padroni di dati, di fornitori di tecnologie, di proprietari di sementi, di ogm e pesticidi, di organizzazioni di vendita che operano al di fuori di ogni controllo pubblico e anche scientifico perché hanno tutte le risorse per manipolare e direzionare il mondo della ricerca . Oltre 55 associazioni dell’agricoltura indiana che comprendono oltre cento milioni di contadini hanno pubblicato una lettera – manifesto in cui sostengono che la “digitalizzazione non regolamentata ” è di fatto lo strumento con il quale attuare la ” decimazione” degli agricoltori che il governo vuole attuare con le nuove leggi e che il “nuovo petrolio” costituito dai dati darà potere alle piattaforme che li detengono di decidere cosa deve essere prodotto, in quali quantità e da chi. Consegnare tutte le informazioni sul settore a Microsoft e ad altri pone il potere nelle loro mani: il potere di plasmare il settore a propria immagine. E il risultato finale è facilmente immaginabile: decine di milioni di disoccupati e sottoccupati privati ​​dei loro mezzi di produzione, la secolare conoscenza delle pratiche culturali tramandata di generazione in generazione perduta, i legami tra gli esseri umani e la terra ridotti a una distopia tecnocrazia guidata dall’intelligenza artificiale in conformità con i principi del capitalismo neoliberista.

Ecco perché l’aumento dei contagi e dei morti è arrivato a “proteggere” questo accordo tra il governo indiano e Microsoft con un temporaneo coprifuoco di paura che non facesse divampare la polemica su questo specifico accordo che è poi quello che sostanzia la nuova legislazione pro multinazionali, che il governo vuole varare. E dire che il fondatore di questo monopolista informatico era stato scacciato dall’India per i problemi creati con le vaccinazioni, attuate su bambini senza il consenso dei genitori e senza a nemmeno dichiarare che stava conducendo una sperimentazione clinica. Dopo la vaccinazione, molti dei bambini partecipanti si sono ammalati e sette di loro sono morti. Tali erano i risultati di una commissione parlamentare incaricata di indagare su questa disgraziata vicenda. Il comitato ha accusato la Ong che operava per conto della Fondazione Gates, di “abusi sui minori” e ha prodotto una serie di prove a sostegno della sua affermazione. L’intero incidente è stato registrato a malapena dei media occidentali, così come l’accordo che riguarda Microsoft è passato sotto totale silenzio, coperto dalla breve apocalisse indiana di cui già non si parla più.

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