L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 maggio 2021

L'Ucraina paga lo scotto della scelta ideologica di non usare lo Sputnik V

Covid, l'Ucraina scopre la famosa "solidarietà europea"

La Redazione de l'AntiDiplomatico
04 Maggio 2021 11:46


L’Ucraina ha rifiutato l’utilizzo del vaccino Sputnik per motivazioni ideologiche, la paura dell’effetto propaganda favorevole alla Russia, e adesso si ritrova senza vaccini.

Il presidente Zelensky afferma che l' Ucraina non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino dall’Unione Europea. Aggiungendo che secondo lui questo modo di agire non sarebbe in sintonia con i valori espressi dall’Unione Europea.

Dal Cremlino, secondo quanto riporta Ria Novosti, intanto fanno sapere che in Ucraina ci sono molte persone che accoglierebbero con grande favore l’arrivo del vaccino Sputnik V.

"È ovvio che ci sono persone in Ucraina che vorrebbero usare il vaccino russo. Ed è ovvio che il numero di queste persone è assolutamente considerevole".

Quindi la chiusura ideologica verso il siero russo, con la contestuale decisione di affidarsi al buon cuore dell’Unione Europea, risulta essere sciagurata e non accettata dalla stragrande maggioranza della popolazione ucraina.

“La posizione della leadership ucraina, basata sulla sfiducia nell'affidabilità del vaccino russo, è probabilmente la posizione di una minoranza assoluta".

La Russia ha quindi ribadito la sua disponibilità ma ha fatto sapere a Kiev “se l'Ucraina non vuole, altri paesi che richiedono il nostro vaccino sono pronti ad accettarlo con gratitudine e avranno più dosi”.

Intanto mentre Kiev si perde nella crociata ideologica contro la Russia e quindi rifiuta finanche un vaccino di cui avrebbe bisogno la popolazione esposta al pericolo del virus, in Donbass, le regioni autonomiste dell’est abitate da russofoni e in rivolta contro i nazionalisti di Kiev, hanno da tempo avviato la campagna di immunizzazione grazie alle dosi di Sputnik V fornite dalla Russia.

I vaccini sono a tutti gli effetti uno strumento geopolitico. Zelensky che faceva affidamento sull’Unione Europea, lamenta che la mancata fornitura di vaccini a Kiev non corrispondere con i valori dell’Unione Europea. Forse non lo ha capito ancora, ma ha scoperto i veri valori dell’Unione Europea.

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