L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 maggio 2021

Non è un caso che la Cina, ormai da anni, è sempre l’unico Paese capace di superare le crisi sistemiche meglio degli altri

La ricetta per lo sviluppo: così la Cina ha stupito il mondo

20 Maggio 2021 - 20:08

La Cina si sta riposizionando nel posto che ha sempre avuto nell’economia mondiale. L'efficacia del sistema con caratteristiche cinesi raccontato da Michele Geraci


Regole chiare e sempre maggiore trasparenza. Il mercato della Cina si sta lentamente evolvendo verso quella che possiamo definire una "rule of law", grazie soprattutto ai risultati conseguiti, tra le altre cose, dalla campagna anticorruzione e dallo sviluppo economico nazionale.

È questa la disamina effettuata giorni fa, nel corso di un’intervista concessa al China Media Group, da Michele Geraci, Professor di Practice in Economic Policy all’Università di Nottingham a Ningbo, nella provincia dello Zhejiang, nonché Professore aggiunto di Finanza presso la New York University a Shanghai. Ricordiamo che Geraci due anni fa ha servito per il governo italiano come sottosegretario di Stato con responsabilità per il commercio estero e gli investimenti.

La lenta trasformazione della Cina

In Occidente si dice che la Cina sta superando le altre economie occidentali. "In realtà la Cina sta riprendendo il ruolo che ha sempre ricoperto negli ultimi 2mila anni, Ritengo che l’obiettivo naturale che il presidente cinese Xi Jinping sta portando avanti sia quello di riposizionare il Paese nel posto che ha sempre avuto nell’economia mondiale", ha spiegato Geraci. La conseguenza più concreta di tutto questo, ovviamente, consiste nel dare benessere a tutta la popolazione cinese, nessuno escluso. Non a caso la povertà estrema è stata debellata in tutta la nazione, con l’annuncio ufficiale arrivato dal presidente Xi in persona nell’aprile 2021.

Definito lo scenario generale, è importante sottolineare un altro aspetto. Ovvero che la Cina è sì una grande economia, ma pur sempre un mercato emergente. "Deve quindi bilanciare l’apertura verso il mondo occidentale, consentendo gli investimenti stranieri, con la protezione delle proprie industrie. La Cina e Xi stanno affrontando tutto ciò in maniera adeguata", ha aggiunto Geraci.

L’efficacia del sistema "con caratteristiche cinesi"

Geraci ha quindi rimarcato l’importanza della visita effettuata da Xi Jinping in Italia nel marzo 2019. In particolare, il professore si è soffermato sulla tappa siciliana operata dalla delegazione cinese, definita "storica". Qual è stato il suo significato? "Il Mediterraneo e la Sicilia sono al centro delle rotte commerciali tra est e ovest. L’Italia è senza ombra di dubbio un Paese simbolico, ma il sud dell’Italia lo è altrettanto come terminale della Via della seta", ha dichiarato Geraci. Sperando, inoltre, che la suddetta visita possa, da un lato dare "una spinta al commercio" e dall’altro "al turismo", soprattutto in Sicilia.

Tornando a parlare di Cina, nonostante i media internazionali parlino in continuazione di crescita del pil, appare complicato comprendere quale peso abbiano questi numeri nel panorama cinese. "Io l’ho visto con i miei occhi. Ho girato la Cina in lungo e in largo. Ho avuto la fortuna di vedere cosa è successo all’interno del Paese e di studiarlo da vicino. Quasi ogni cittadino cinese ha visto il proprio tenore di vita migliorare", ha dichiarato Geraci.

Altro punto di analisi: il ruolo del Partito Comunista Cinese (Pcc) nello sviluppo della Cina. C’è un particolare poco noto in Occidente: "Il Pcc si evolve" adattandosi alle "necessità del tempo". Detto altrimenti, non stiamo parlando di un partito che imita alla lettera quanto scritto nel Capitale di MarX. "Siamo di fronte a un partito dinamico, con caratteristiche cinesi. Non a caso quello cinese viene definito socialismo con caratteristiche cinesi". Ma che cosa vuol dire? "Significa che quando c’è un problema lo si affronta in modo diverso, e questa è la grande capacità della leadership cinese. Il partito non resta bloccato a ciò che c’è scritto nei libri di cento anni fa, ma adatta la teoria alle situazioni attuali. Questo da sostenibilità al sistema", ha concluso Geraci. Non è un caso che la Cina, ormai da anni, è sempre l’unico Paese capace di superare le crisi sistemiche meglio degli altri.

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