L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 maggio 2021

Utilizzare il monossido di azoto riducendolo in idrossilammina

MONOSSIDO DI AZOTO: DA INQUINANTE A FONTE DI ENERGIA RINNOVABILE


21 Maggio 2021, Ore 20:02

La dipendenza dai combustibili fossili come fonte energetica primaria ha spinto l'inquinamento atmosferico ai massimi storici, con inevitabili problemi ambientali e sanitari.

Tra i principali inquinanti l'accumulo di monossido di azoto (NOx) è uno dei più problematici, perché può causare gravi patologie respiratorie e squilibri nel ciclo terrestre di questo elemento.

Recentemente la conversione di NOx in prodotti azotati innocui o addirittura utili è emersa come una strategia molto promettente. Per gli scienziati è stata particolarmente interessante la possibilità di ridurre il monossido di azoto in idrossilammina (NH2OH) che può essere impiegata come fonte di energia rinnovabile.

La fase di sintesi che determina la formazione di idrossilammina è la riduzione elettrochimica catalitica dell'ossido nitrico (NO), che può produrre NH2OH o protossido di azoto (N2O) a seconda dell'elettrolita e del potenziale dell'elettrodo. Gli studi hanno dimostrato che affinché la formazione di idrossilammina domini sull'altra sono necessari elettroliti molto acidi con un pH inferiore a 0. Tuttavia un tale ambiente degrada rapidamente il catalizzatore limitandone la reazione.

L'obiettivo della ricerca è stato quindi quello di sviluppare un nuovo catalizzatore ad alta capacità, selettività e stabilità. Per fare ciò gli scienziati del Gwanju Institute of Science and Technology (GIST) in Corea del Sud, ne hanno studiato uno che avesse elevata compatibilità con l'idrossilammina ed alta resistenza alle condizioni estremamente acide.

L'approccio con questo nuovo catalizzatore, che dagli ultimi dati ha ottenuto una produzione efficienti di oltre il 71% di NH2OH, non solo riduce gli inquinanti atmosferici nocivi, ma fornisce anche un sottoprodotto utile che può trovare impiego nel mondo delle energie rinnovabili.

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