L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 maggio 2021

Via libera al Nord Stream 2 e non poteva essere altrimenti

Il gasdotto della discordia
Biden dà luce verde a Nord Stream 2 per non creare attriti con la Germania
L’amministrazione americana ha deciso di esonerare dalle sanzioni la società che gestisce il progetto per non creare attriti con la Germania

di Antonella Scott
19 maggio 2021

Affidabile e sicuro. Il segnale che indica l’ingresso degli impianti di Lubmin, Germania, luogo di arrivo del gasdotto russo-tedesco

Un via libera condizionato della Casa Bianca a Nord Stream 2 alla vigilia di un summit tra Joe Biden e Vladimir Putin: potrebbe essere un modo per rasserenare un quadro tempestoso, e dare qualche possibilità di successo all’incontro su cui mercoledì sera a Reykjavik - a margine dei lavori del Consiglio Artico - si confronteranno i capi delle due diplomazie, Serghej Lavrov e Antony Blinken. Se le indiscrezioni di cui parla il quotidiano russo Kommersant saranno confermate, Putin e Biden potrebbero vedersi il 15 giugno prossimo, in Svizzera.

In realtà, la vicenda Nord Stream 2 segna una svolta positiva nel legame tra Washington e Berlino. Non è un ramo d’ulivo per Mosca. Nord Stream 2, secondo braccio del gasdotto controllato da Gazprom e fortemente voluto dalla Germania in cui approda, ha vissuto in questi anni sotto la minaccia delle sanzioni americane che per un certo punto ne hanno bloccato la costruzione, ora completata al 95 per cento.

Un partner troppo importante

Ma Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, ha confermato la decisione americana di esonerare dalle sanzioni la compagnia che gestisce il gasdotto e il suo chief executive Matthias Warnig, cittadino tedesco e uomo molto vicino a Putin con cui divide un passato nei servizi di intelligence. L’esonero presidenziale risparmia la Nord Stream 2 AG pur confermando la violazione delle sanzioni americane, così come ribadisce le restrizioni contro otto navi ed entità russe che si stanno affrettando a ultimare i lavori. È un «passo verso di noi», ha commentato Maas, e dimostra «le relazioni davvero eccellenti» costruite con l’amministrazione Biden. La Germania, ha detto il ministro tedesco, «è un partner importante su cui gli Usa possono contare».

È per non mettere a rischio questo legame che Biden - tuttora convinto che Nord Stream 2 renda l’Europa troppo dipendente da Mosca, e danneggi l’Ucraina riducendone l’importanza come via di transito del gas russo - ha accettato di non inserire la Nord Stream 2 AG nella “lista nera” trasmessa al Congresso. Incrinare il legame con un partner come la Germania, ha concluso l’amministrazione Biden segnando anche in questo uno stacco rispetto alla presidenza Trump, non sarebbe nell’interesse nazionale degli Stati Uniti.

Resta da vedere quanto il “perdono” concesso a Nord Stream potrà comunque contribuire a migliorare il clima tra russi e americani, che hanno davanti a sé diversi fronti che potrebbero beneficiare dall’unione degli sforzi di Mosca e Washington: dal Medio Oriente al clima.

Se l’esonero dalle sanzioni verrà confermato, ha commentato il viceministro degli Esteri russo Serghej Ryabkov, citato dall’agenzia Tass, «una transizione graduale verso una normalizzazione dei nostri legami bilaterali potrebbe avere una possibilità».

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