L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 giugno 2021

Costruire un'Unione europea più moderna, competitiva e solidale. Che superi le tradizionali divisioni tra Nord e Sud, e si mostri unita nel confronto con le altre potenze globali del nostro tempo. Per far ciò deve sconfiggere il Progetto Criminale dell'Euro, L'introduzione dei bond europei, il fatto che la Bce sia diventata "temporaneamente" banca centrale prestatore di ultima istanza, che la Francia e ora la Spagna si muovono e sposano l'obiettivo portato avanti dallo stregone maledetto sono segnali che indicano lo stato dell'arte. Qualunque fazione vinca la democrazia dei popoli diventa sempre più una chimera, una foglia di fico

Draghi spinge il Pil, restano rischi ma ora più lavoro
Premier a Barcellona, asse Francia-Germania-Spagna per Ue forte

FOTO © ANSA/AFP

Redazione ANSABARCELLONA
18 giugno 202122:11NEWS

"Voglio ripetere quel che ha detto Pedro Sanchez: insieme siamo più forti. Questo sarà il tono di tutto il mio discorso".

Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo al foro di dialogo italo-spagnolo, citando un passaggio dell'intervento del primo ministro spagnolo che lo ha preceduto."Italia e Spagna non sono solo unite da profondi legami storici, politici e culturali. Sono partner strategici negli ambiziosi progetti che abbiamo davanti in Europa. La transizione ecologica, la digitalizzazione, la trasformazione delle nostre città. Insieme a Francia, Germania, e gli altri Stati membri vogliamo costruire un'Unione europea più moderna, competitiva e solidale. Che superi le tradizionali divisioni tra Nord e Sud, e si mostri unita nel confronto con le altre potenze globali del nostro tempo". Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo al foro di dialogo italo-spagnolo.

"Stamattina abbiamo avuto modo di dialogare sulle nostre relazioni bilaterali che sono forti e si rafforzeranno per le sfide del futuro". Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez intervenendo al foro di dialogo italo-spagnolo dopo un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio Mario Draghi. "Per me è un onore condividere la tribuna con il premier Draghi. Non credo di infrangere un vincolo di riservatezza se dico che quando Draghi parla nei consigli europei tutti stiamo zitti e ascoltiamo". Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez intervenendo al foro di dialogo italo-spagnolo

"L'accordo sui fondi Next Generation oggi non sarebbe una realtà senza il contributo e l'accelerazione di questo dibattito che hanno intrapreso i governi della Spagna e dell'Italia nei momenti difficili e oscuri della pandemia": così il premier spagnolo Pedro Sánchez nel suo intervento al Foro di dialogo italo-spagnolo appena inauguratosi a Barcellona. "Insieme siamo più forti", ha aggiunto Sánchez, che ha anche ricalcato la "stima" e "l'interesse particolarmente intensi tra i cittadini della Spagna e dell'Italia".

Draghi: 'Torna la crescita, possibile un rialzo per stima Pil 4,2% - "Gli sforzi vaccinali ci hanno permesso di riaprire le nostre economie. C'è un ritorno alla crescita. Secondo le previsioni della Commissione europea, quest'anno il prodotto interno lordo dell'Ue crescerà del 4,2%', Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo a Barcellona al Cercle d'Economia. Secondo il presidente del Consiglio, in Italia ci potrebbe essere un aumento significativo delle stime del prodotto interno lordo. "In Italia e in Spagna - rileva -, si prevede un aumento rispettivamente del 4,2% e del 5,9%. Queste previsioni potrebbero essere riviste al rialzo, con il ritorno della fiducia fra le imprese e le famiglie".

"Il protrarsi della situazione di incertezza significa che le ragioni per mantenere una politica monetaria e fiscale espansiva restano convincenti. Il nostro obiettivo minimo deve essere quello di riportare l'attività economica almeno in linea con la traiettoria precedente alla pandemia. Solo allora potremo dire di aver superato gli effetti" del Covid "sulle nostre società e sull'occupazione". Lo dice il premier Mario Draghi intervenendo a Barcellona al Cercle d'Economia. "Tuttavia secondo le previsioni attuali non sarà possibile raggiungere tale obiettivo senza ulteriori sforzi. Dobbiamo quindi agire rapidamente ed efficacemente".

"Le prospettive complessivamente favorevoli nascondono alcuni rischi significativi. Benché la situazione pandemica sembri sempre più sotto controllo, siamo ancora lontani dalla fine". Lo dice il premier Mario Draghi a Barcellona. "Gli sforzi vaccinali finora si sono concentrati nel mondo ricco. Solo lo 0,3% di dosi nei paesi a basso reddito, mentre i più ricchi hanno distribuito l'85%, una differenza non solo è eticamente ingiusta, è anche molto pericolosa. Finché il virus continuerà a circolare liberamente, ci sarà sempre rischio nuove varianti. Una o più potrebbero essere resistenti ai nostri vaccini, compromettendo le campagne".

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