L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 giugno 2021

dal Regno Unito arrivano le conferme che la Strategia della Paura e del terrorismo per alimentarla è voluta dai poteri costituiti dell'Occidente

Le fabbriche della paura producono totalitarismo



Confessione degli apprendisti stregoni britannici che hanno fabbricato un anno e mezzo di paura per il governo.

Nel 2017 in seguito ad alcune polemiche scoppiate intorno all’utilizzo delle reazioni degli utenti, Google e Facebook dissero che queste informazioni venivano raccolte e utilizzate per sviluppare modi per evitare che dei messaggi pubblici potessero creare panico di massa. Non era una buona spiegazione da nessun punto di vista, ma il fatto centrale è che mentivano: quelle analisi servivano invece a scoprire come creare panico di massa. Del resto ormai da un decennio abbondante è stata messa in piedi una vera e propria “fabbrica della paura” con una ridda di comitati, centri studi, squadre di analisti comportamentali, gruppi destinati alla censura di informazioni scomode che trova in Gran Bretagna il massimo fulgore in quando espressione di una cultura o per meglio dire della mutazione autoritaria di una cultura e il suo definitivo degrado. La cosa per certi versi sorprendente è che queste teste pensanti il cui scopo evidente è quello di rendere non pensanti le teste degli altri, non sempre riescono a capire ciò che fanno: un mese fa ad esempio il Telegraph ha pubblicato l’autodafè di uno di questi organismi di “controllo psichico”, non mi viene in mente una definizione migliore , il Scientific Pandemic Influenza Group on Behavior (SPI-B). Nell’articolo si legge:

“Gli scienziati di un comitato che ha incoraggiato l’uso della paura per controllare il comportamento delle persone durante la pandemia di COVID hanno ammesso che il loro lavoro era “non etico” e “totalitario”. I membri dello Scientific Pandemic Influenza Group on Behavior (SPI-B) hanno espresso rammarico per le tattiche in un nuovo libro sul ruolo della psicologia nella risposta del governo al COVID-19.

SPI-B ha avvertito nel marzo dello scorso anno che i ministri avevano bisogno di aumentare “il livello percepito di minaccia personale” da COVID-19 perché “un numero sostanziale di persone non si sentiva ancora sufficientemente minacciato personalmente”.

Gavin Morgan, uno psicologo del team, ha dichiarato: “Chiaramente, usare la paura come mezzo di controllo non è etico. Usare la paura sa di totalitarismo. Non è una posizione etica per nessun governo moderno. Per natura sono una persona ottimista, ma tutto questo mi ha dato una visione più pessimistica delle persone.”

Il pezzo del Telegraph prosegue citando le dichiarazioni dei membri di questo gruppo rilasciate a Laura Dodsworth, autrice del libro A State of Fear: How the UK Government Weaponised Fear During the Covid-19 Pandemic. Uno degli scienziati coinvolti ha dichiarato che: “Nel marzo 2020 il governo era molto preoccupato per l’obbedienza e pensava che le persone non avrebbero voluto essere rinchiuse. Ci sono state discussioni sulla necessità della paura per incoraggiare il rispetto dei confinamenti e sono state prese decisioni su come aumentare tale la paura. Il modo in cui abbiamo usato la paura è distopico.” Un altro di questo apprendisti stregoni ha sostenuto che: “le persone usano la pandemia per prendere il potere. Dobbiamo stare molto attenti all’autoritarismo che si sta insinuando”… Se ne è accorto adesso, complimenti, mentre da parte sua Steve Baker, vicepresidente del COVID Recovery Group dei parlamentari conservatori, ha dichiarato: “Se è vero che lo Stato ha preso la decisione di terrorizzare il pubblico per ottenere il rispetto delle regole, ciò solleva interrogativi estremamente seri sul tipo di società che vogliamo diventare. Se siamo davvero onesti, temo che la politica del governo oggi stia giocando alle radici del totalitarismo”. Francamente è strano che tutta questa genere con le mani in pasta scenda dal pero e voglia far credere di non aver minimamente sospettato la direzione che stavano prendendo le cose.

Ma per andare al sodo una delle cose più interessanti che emerge da questi ambienti è il ruolo centrale giocato dalla confusione creata ad arte: molti pensavano ed io sono tra loro che la contraddizione continua, l’intrecciarsi di tesi diverse o addirittura contrapposte potesse alla fine mostrare la filigrana della mistificazione e rendere evidente la manipolazione dei dati e invece proprio l’incertezza è uno dei fattori che potenzia la paura perché se si crea uno stato di confusione le persone invece di cercare di decrittare i messaggi che riceve ne diventa dipendente. Si tratta di un processo conosciuto dalla psicologia: sovrapponendo confusione e incertezza alla paura, si puo portare una persona, ma anche una comunità in uno stato nel quale non riesce più pensare a razionalmente, diventando perciò facilmente manipolabile.

Alla fine di questo post elenco alcune delle “officine” attraverso le quali il governo britannico ( ma ovviamente si tratta solo di un esempio anche se è quello del primo della classe) fabbrica la paura ed è importante comprendere che la psicologia comportamentale non è stata sfoderata in grande stile per la pandemia, ma è usata da anni per molti scopi dal potere occidentale sia quell.o che visibile che quello “grigio” . Questo è un elemento che la teoria democratica non poteva prevedere e che in effetti uccide la libertà di scelta dei cittadini. L’utilizzo degli apprendisti stregoni della mente per creare narrazioni di ogni tipo è in realtà già un approccio completamente post democratico e oligarchico al problema della governance: se non si può ancora togliere palesemente gli strumenti di scelta ai cittadini, intanto ci si premura di fare in modo che non abbiano scelta.

Nota Le fabbriche della paura e del del consenso nel Regno Unito:

  • Behavioral Insights team Il team di analisi comportamental un ente governativo semi-indipendente che applica “intuizioni comportamentali per informare la politica, migliorare i servizi pubblici e fornire risultati positivi per le persone e le comunità”. Questa squadra fornisce consulenza anche a nazioni straniere
  • Home Office’s Research, Information and Communications Unit (RICU) del Ministero degli Interni , che fa parte dell’Office for Security and Counter-Terrorism del Regno Unito, consiglia i gruppi di facciata camuffati da organizzazioni pubbliche “di base” su come “ingegnerizzare segretamente i pensieri delle persone”.
  • Rapid Response Unit L’Unità di risposta rapida , lanciata nel 2018, opera attraverso il British Cabinet Office e l’ufficio del Primo Ministro) per “contrastare la disinformazione e la disinformazione”. Lavorano anche con il National Security Communications Team durante le crisi per garantire che le “informazioni ufficiali” ottengano la massima visibilità.
  • •Counter Disinformation Cell fa capo al Dipartimento per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport. Controlla i social media e combatte le “notizie false” sulla scienza in generale e sul COVID-19 in particolare. Con “notizie false” si intende tutto ciò che contraddice la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.
  • Government Communications Headquarters (QCHQ), un’organizzazione di intelligence e sicurezza che fornisce informazioni al governo del Regno Unito e alle forze armate. In questo anno e mezzo il personale è stato stati arruolato come cosiddetti sockpuppets e troll per combattere i messaggi anti-vaccino e anti-lockdown sui social media.
Ma non basta almeno dieci dipartimenti governativi nel Regno Unito stanno lavorando con “team di approfondimenti comportamentali” per manipolare il pubblico.

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