L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 giugno 2021

dalla Merkel allo stregone maledetto tutti a spingere sui tamponi farlocchi su cui si basa la narrazione dell'influenza covid. Costo tampone che ormai si chiede come un bicchiere d'acqua, minimo 20 euro

Balle covidiche: la Merkel con le orecchie d’asino.



Ho aspettato golosamente la domenica per potermi almeno divertire un po’ a mostrare che razza di gente ci comanda, chi è che ci impone le assurde misure anti covid, chi vuole a tutti i cosi rendere obbligatori i vaccini, chi inventa i green pass e si attacca alle varianti o a qualsiasi altra stravagante invenzione pur di perpetuare l’emergenza e lo stato di eccezione. Ci si aspetta che un capo di governo sappia ciò di cui sta parlando, specialmente quando si tratta di misure che limitano i diritti dei cittadini in modi senza precedenti e invece basta ascoltare ciò che la Merkel ha detto in parlamento mercoledì scorso ( un discorso che per carità di patria ha dovuto poi essere corretto in sede di verbalizzazione) il quale dimostra che il premier più importante del continente, quello che vuole tenere tutti a casa bambini compresi, quello che si prefigge la vaccinazione universale non ha capito veramente un cazzo della narrazione Covid 19. Ecco un meraviglioso passaggio che va gustato parola per parola: “Se un test Pcr è positivo, allora la persona colpita ha SARS-CoV-19”. Non formalizziamoci sul fatto che sarebbe semmai Sars Cov 2, ma la cancelliera non sa che l’Oms ha cambiato idea a proposito da più di sei mesi? Forse non lo sa, ma non ha nemmeno la più pallida idea di cosa sia un test Pcr e quale sia il significato del valore di moltiplicazione Ct : “Un valore Ct è associato a un test Pcr. Si tratta di una sorta di concentrazione in funzione del tempo. Questo valore Ct può essere superiore o inferiore a 25. Se è più di 25 la persona è contagiosa, se è meno di 25 non è contagiosa.” Ora in realtà è esattamente il contrario perché più cresce il numero di cicli più è probabile che la carica virale sia estremamente debole o ancora più probabilmente individui solo spezzoni e frammenti di virus non in grado di infettare e moltiplicarsi da cui il dilagare di positivi che in realtà sono sanissimi.

Insomma questa è la persona che detta legge sulle misure anti covid a tutta l’Europa, quella che dice che non ci sarà pace prima che tutti gli umani siano vaccinati perché c’è il problema delle varianti, altra assurda stronzata ( vedi qui) che infatti si va sgonfiando . Il fatto è che molto peggio della Merkel fa un politico di spicco della Spd Karl Lauterbach il quale – da medico – figura come uno dei maggiori esperti tedeschi della questione pandemica e tuttavia sembra avere problemi gravissimi di comprensione dei test pcr: “Le varianti Alpha e Delta hanno valori Ct ancora più pericolosi”, ha twittato con ineffabile sicumera. Sembra gli sfugga il fatto che non ci sono valori Ct pericolosi, e che i virus non hanno valori Ct, ma il fatto di non averlo capito lo portar a dire non sensi assoluti come questo: “Ci si aspetterebbe che un virus diventi sempre più contagioso quando viene vaccinato. Deve cambiare in modo tale da produrre più carica virale nella gola di una persona in un tempo molto breve per trovare ancora abbastanza persone da potersi diffondere anche con meno persone che può può infettare”. Ma a questo imbecille chi gli ha dato la laurea? E chi mai può averlo votato?

In realtà si fa fatica a credere che persone arrivate ai massimi livelli, dotate di persino di una titolo accademico preso in tempi in cui gli studi erano una cosa seria, persone oltretutto gravate di grandi responsabilità mostrino livelli di conoscenza così infimi. E infatti credo che le madornali sciocchezze che escono dalle loro bocche siano dovute all’esatto contrario di una scarsissima conoscenza delle cose, ma derivi invece da una consapevolezza del livello di mistificazione del discorso pubblico sulla cosiddetta pandemia: conoscono alla perfezione le balle e così hanno qualche difficoltà a recitare i rosari precostituiti della paura per ottenere lo scopo finale. Il che ovviamente non è consolante, ma è ancora peggio della semplice ignoranza, perché implica un dolo. Non è escluso che proprio il livello della menzogna venga percepito come così ignobile che queste persone finiscono per comportarsi come se volessero che qualcuno scoprisse il loro bluff e dunque potremmo interpretare le enormi baggianate che dicono come un riflesso condizionato di una buona fede ormai estinta, una inconscia volontà di essere scoperti. Non è probabilmente un caso che le enormità che dicono vertono principalmente sui tamponi e sui test che sono il carburante della narrazione pandemica: la lingua batte dove il dente duole.

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