L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 giugno 2021

E' iniziata la caccia agli italiani che non vogliono sottostare alle vaccinazioni sperimentali di massa, non vogliono fare da cavie. I minorenni già sono presi di mira nonostante che non muoiono per influenza covid

Caccia ai cinquantenni che non si vaccinano, le contraddizioni nelle ultime dichiarazioni di Mario Draghi e Speranza

Il primo ministro italiano, Mario Draghi parla durante una conferenza stampa a Roma, il 26 marzo 2021. (Alessandra Tarantino/POOL/AFP via Getty Images)

27 GIUGNO 2021

L’autore dell’articolo, Gigi Morello, è nato a a Torino e ha vissuto diversi anni negli Usa. Musicista, didatta e regista televisivo musicale, ha scritto per diverse testate specializzate nel settore musicale. Ha fondato e diretto progetti umanitari no profit e riceve dalla Croce Rossa Italiana encomi per tre diverse iniziative. Ha pubblicato nel 2020 due libri dal titolo ‘Alleanza Anti Casta’ e ‘Illuminismo Illuminato per Tempi Oscuri’, editi da Amazon. Il 4 luglio 2020 ha Fondato ‘Sogno Americano’ il primo Movimento Americanista Italiano.

«Andare a cercare tutti coloro che hanno più di cinquant’anni e non si sono ancora vaccinati, questa è la sfida che noi abbiamo oggi da vincere» dice Draghi.

Quindi tra tutte le sfide che il governo dovrebbe vincere sembrerebbe che la ‘caccia al cinquantenne che non si vaccina’ sia la sfida suprema di questo nuovo governo, coordinato addirittura da un altissimo ufficiale dell’Esercito, il generale Figliuolo.

Altre sfide che devono affrontare gli italiani tutti i giorni, compresa quella di portare il pane a tavola nonostante un’economia che è stata letteralmente bombardata da una gestione fallimentare dell’emergenza, sembrerebbero assumere di conseguenza proporzioni microscopiche.

E lo statista dichiara quella che a suo parere sarebbe ‘la cosa peggiore’, cioè quella di «non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola».

Ma non preoccupatevi, Draghi parla anche di libertà nel suo discorso.

Peccato che la stessa ‘libertà’, è incastonata all’interno di un diktat che di libertà non ha nemmeno l’odore:

«Se una persona che ha meno di sessant’anni ha fatto la prima dose di Astrazeneca e vuole, e gli viene proposto […] di fare l’eterologa, ma questa persona non vuole per qualche motivo farsi quel vaccino, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purché abbia un parere del medico e il consenso informato, informato bene».

Libertà di cambiare la vaccinazione e ‘liberi’ di vaccinarsi nuovamente, sentendo però il medico…

E le sue parole includono indirettamente anche la caccia ai ragazzini, una volta conclusa la preannunciata ‘caccia’ preannunciata verso i cinquantenni:

«Principale non è vaccinare i dodicenni o i tredicenni. Bisogna farlo, per carità, dove è cominciata questa campagna si va avanti».

Ma i cinquantenni a detta di Draghi «si ammalano in maniera grave, quindi devono essere vaccinati», quindi saranno le prime prede di questa caccia annunciata pubblicamente.

Ma interviene Speranza, nel suo ruolo che invece prevede meno sicumera e più attenzione alle parole, che precisa dopo avere rimarcato l’obbligo di vaccinazione delle persone preposte alla gestione della salute pubblica: «In questo tempo non c’è una previsione di altro tipo sull’obbligatorietà».

Ma Draghi riprende la parola per mostrare la propria soddisfazione verso gli italiani che «differentemente da altri Paesi» starebbero a suo parere collaborando «in modo straordinario» alle direttive del governo.

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