L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 giugno 2021

Euroimbecilandia costretta a guardare il proprio ombelico per implementare il Progetto Criminale dell'Euro dimenticando la ricerca&sviluppo

20 anni di austerità Merkel, ecco il risultato

Da Scenari Economici:

L’Europa investe in tecnologie vecchie di 15 anni nei microchip. UE superata, burocratica ed inutile

“Mai  deficit pubblico oltre il 3%,   debito pubblico  mai oltre 60 per cento del Pil,  se lo superi devi rientrare   con  avanzi primari” , ossia spendere meno di quel che si può; ed    esternalizzazioni in Cina  delle produzioni avanzate per non pagare i salari alti qui,  deflazione salariale –  hanno reso l’Europa, da avanguardia della ricerca e sviluppo (,  un produttore di robe vecchie; produzione di punta  merkeliana?  Auto a scoppio, in via di obsolescenza.

E  ricordate: la perdita di saperi da una generazione all’altra    è la definizione stessa di arretramento nella barbarie.  Imbarbarimento.

di Giuseppina Perlasca:

Il gigante tecnologico tedesco Bosch ha inaugurato un nuovo impianto di produzione di semiconduttori a Dresda, che spera possa colmare il buco significativo che attualmente affligge le catene di approvvigionamento automobilistico.

Secondo quanto riferito, il sito – la cui costruzione è costata all’azienda oltre 1 miliardo di euro , inizierà a produrre chip tanto necessari per i veicoli all’inizio di settembre di quest’anno. Non è ancora chiaro come verrà distribuito il prodotto e se i produttori tedeschi, tra cui Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz, avranno la priorità nella coda.

“La nuova [fabbrica] è il singolo più grande investimento nella storia dell’azienda.

[…..]

Peccato che questa fabbrica verrà a produrre microchip con un limite dimensionale di 65 nm. Si tratta di una produzione che poteva essere detta innovativa nel 2015, forse, ma che è completamente superata nel 2021. Oggi i limiti sono quelli di Intel, con 10 nm e di TSMC che ha già raggiunto un limite di 7nm e si avvia verso una nuova generazione, presentata nel 2020 con un limite di 5 nm.

el mercato, il tutto, fra l’altro, con l’investimento diretto anche del governo tedesco. Siamo alla situazione in cui nella sovietica Unione Europea si investe nella Trabant, quando il mondo produce l Uno o la Golf, e ce ne si vanta pure.

Eppure non era così: negli anni 90  prima di tutta la magnifica “Integrazione europea”, nell’unione si gareggiava ad armi pari con il resto del mondo. Germania Irlanda, Francia, Italia producevano dei semiconduttori all’altezza. Ancora ora c’è personale preparato, eppure l’Unione, le sue politiche vecchie….

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