L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 giugno 2021

Giappone e Australia scimmie ammaestrate hanno sposato la rispolverata ideologia dell'INGERENZA degli Stati Uniti

ASIA
09.06.2021 - 19:45
Giappone e Australia «preoccupati» per gli abusi dei diritti umani in Cina
Pechino, dal canto suo, ha respinto ogni accusa: «Calunnie»


TOKYO / CANBERRA - «Condividiamo serie preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani» contro «gli uiguri» e altre «minoranze musulmane nello Xinjiang».

È quanto hanno espresso il Giappone e l'Australia, in una dichiarazione congiunta, in riferimento ai recenti rapporti di abusi dei diritti umani contro gli uiguri (e non solo) nella regione occidentale dello Xinjiang.

La comunicazione è arrivata in seguito ad una riunione dei Ministri della difesa e degli esteri di entrambi i Paesi, riferisce l'agenzia stampa Reuters.

Pechino, dal canto suo, ha respinto le osservazioni dei due Stati, definendole «calunnie». Il portavoce del Ministero degli Esteri. Wang Wenbin, ha detto che la Cina si oppone al gioco dei due Paesi, che puntano ad aumentare la percezione della Cina come una «minaccia», continuando con le «diffamazioni». La Cina ha quindi esortato tutte le parti a non interferire nei suoi affari interni, e di smettere di «sabotare la pace e la stabilità regionale».

Nel frattempo, alcune nazioni occidentali hanno chiesto un'indagine sulle azioni della Cina nello Xinjiang, per capire se potrebbero rappresentare un «genocidio», parola con cui hanno recentemente descritto la situazione gli Stati Uniti e i parlamenti di Regno Unito e Canada.

«Chiediamo alla Cina di garantire un accesso urgente, significativo e incondizionato allo Xinjiang agli osservatori internazionali indipendenti, compreso l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani».

keystone-sda.ch / STF (Eugene Hoshiko)
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