L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 giugno 2021

Gli euroimbecilli regalano a Erdogan altri sei miliardi

Ecco quanto contiamo in Europa..

Maurizio Blondet 23 Giugno 2021

Huffington Post:
Dall’Ue subito 6 miliardi a Erdogan. Per la Libia forse 2 e non ora

Mario Draghi lo ammette: “Al momento, la presa in carico dei migranti” che arrivano in Italia “è divisiva per gli altri Stati membri. Serve un’alternativa affinché nessun paese sia lasciato solo, ma questo negoziato richiede ancora molto lavoro da fare”. E infatti, a quanto si apprende a Bruxelles, il summit dei 27 leader domani e dopodomani licenzierà il rinnovo dell’accordo con la Turchia per fermare l’immigrazione dai Balcani, “quasi altri 6 miliardi di euro che verranno formalizzati dalla Commissione nelle prossime settimane”, segnalano fonti Ue, mentre per un accordo di questo genere con i paesi africani bisognerà attendere l’autunno e per ora su questo capitolo resterebbero solo 2 miliardi di euro, ma si potrebbe trattare di una cifra di partenza. La redistribuzione degli arrivi non è materia di discussione del vertice. Il punto è che, riferiscono alte fonti Ue, per ora l’agenda dei leader da qui all’inizio dell’anno prossimo non contiene alcun dibattito sull’immigrazione.

il Consiglio europeo chiederà alla Commissione si formalizzare una proposta per rafforzare i partneriati con la Libia e gli altri paesi di provenienza dei migranti in Africa per “settembre, ottobre”. Mentre per il rinnovo dell’intesa con Erdogan, voluta da Angela Merkel 6 anni fa per fermare i flussi dai Balcani diretti prevalentemente in Germania, si procederà più spediti. Anzi, per usare il termine esatto contenuto nella bozza di conclusioni del vertice, la questione sarà affrontata con urgenza (“urgently”, nel testo) e velocemente (“swiftly”). Del resto, il testo dedica una quarantina di righe alla questione turca, mentre la Libia è condensata in una riga e mezzo.

Il resto qui:


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