L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 giugno 2021

Gli Stati Uniti hanno compiuto un attacco aereo a strutture da dove sono partiti attacchi con droni contro militari statunitensi in Iraq. Cosa ci stanno a fare questi militari in quell'angolo di mondo lontano dalle loro terre?

LUNEDÌ 28 GIUGNO 2021
Gli Stati Uniti hanno bombardato alcune milizie filoiraniane al confine tra Iraq e Siria


Nella notte tra domenica e lunedì gli Stati Uniti hanno compiuto un attacco aereo contro alcune milizie filoiraniane al confine tra Iraq e Siria. Il dipartimento della Difesa americano ha detto che l’obiettivo dell’attacco sono state alcune strutture usate dalle milizie filoiraniane come depositi di armi e da cui sarebbero partiti attacchi con droni contro militari statunitensi in Iraq: due di queste strutture si trovano in Siria e una in Iraq, entrambe al confine tra i due paesi.

Il dipartimento della Difesa ha spiegato che queste strutture erano usate da varie milizie filoiraniane, tra cui Kataib Hezbollah e Kataib Sayyid al-Shuhada. Gli Stati Uniti non hanno detto se ci sono stati morti o feriti nell’attacco, ma secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione che monitora da anni la guerra in Siria, sarebbero stati uccisi cinque miliziani e diversi altri sarebbero stati feriti.

È il secondo attacco degli Stati Uniti nella regione da quando Joe Biden si è insediato come presidente a gennaio: il primo era stato lo scorso 25 febbraio, sempre contro milizie appoggiate dall’Iran, ed era stata una risposta a un attacco compiuto contro la base statunitense di Erbil, nel Kurdistan Iracheno (chi ha chiesto agli Stati Uniti di costituire una base militare in Iraq?) .

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