L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 giugno 2021

I dementi del Cts che hanno fatto indossare le mascherine per ore e ore ai bambini hanno decretato la fine della Mascherata ma limitata

"Via le mascherine all'aperto dal 28 giugno", l'annuncio di Speranza dopo l'ok del Cts

Non sarà più obbligatorio indossarle in zona bianca. Si terrà in tasca o al braccio e si dovrà usare per entrare in luoghi chiusi, sui trasporti pubblici o in contesti in cui si rischiano assembramenti. L'obbligo durava dall'8 ottobre 2020

di Paolo Giorgi
aggiornato alle 23:25 21 giugno 2021

Mascherina, coronavirus

AGI - Via libera del Comitato tecnico-scientifico: non sarà più obbligatorio, in zona bianca, indossare le mascherine all'aperto, ma solo averle con sè per metterle in caso di rischio assembramenti, in luoghi chiusi o sui trasporti pubblici. Il Cts ha sostenuto che con l'incidenza attuale ci sono le condizioni per rimuovere le mascherine all'aperto a partire dal 28 giugno. Lo scrive il Comitato tecnico-scientifico nel comunicato firmato dal portavoce Silvio Brusaferro dopo la riunione che si era chiusa, a quanto si apprende, con un'indicazione di massima per l'abolizione dell'obbligo il 28 giugno o il 5 luglio, senza indicare la data esatta. Ma successivamente, si è deciso di inserirla, lasciando comunque, ovviamente, la facoltà al Governo di decidere.

"Le mascherine restano un mezzo efficace"

Il Cts sottolinea che "le mascherine rappresentano uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus", ricordando che "lo scenario epidemiologico è caratterizzato da una incidenza stabilmente e significativamente sotto i 50 casi x 100.000 abitanti nei 7 giorni indicativa di una contenuta circolazione del virus SARS-CoV-2; questo si tradurrà in un quadro nazionale che dalla prossima settimana vedrà tutte le regioni in zona bianca".

Sulla base di questi dati, il Cts ritiene che "nell'attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni nelle cosiddette zone bianche per superare l'obbligatorietà dell'uso delle mascherine all'aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (ad esempio mercati, fiere, code, ecc.)", indicando che "le persone debbano sempre portare con sè una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino tali condizioni; debba essere raccomandato fortemente l'uso della mascherina nei soggetti fragili e immunodepressi e a coloro che stanno loro accanto; debba essere sempre indossata negli ambienti sanitari secondo i protocolli in essere; debba sempre essere mantenuto l'obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi di trasporto pubblico; debbano essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l'esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative".

La conferma di Speranza

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato su Facebook: "Dal 28 giugno superiamo l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts". Così come aveva spiegato anche il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che si era già detto favorevole a una revoca dell'obbligo dal 28 giugno: "Credo che a questo punto dovremo dare un segnale ai cittadini prima possibile. Il 28 giugno, con tutta Italia in zona bianca, può essere la data giusta. È un segnale che i cittadini meritano".

Il Cts ha chiuso così, dopo meno di due ore di riunione, la lunga stagione dell'obbligo di mascherine all'aperto: era stato introdotto, sull'onda della ripresa dei contagi post-estiva, l'8 ottobre 2020 da un decreto dell'allora premier Giuseppe Conte.
L'obbligo introdotto quando i contagi erano in forte crescita

L'uso delle mascherine, mentre i contagi salivano a oltre 3.000 casi al giorno, era stato reso obbligatorio sia in luoghi all'aperto che al chiuso "fatta eccezione per le abitazioni private e per le circostanze in cui sia garantito un isolamento continuativo rispetto a persone non conviventi", esentando dall'obbligo solo "i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilià' incompatibili con l'uso della mascherina".
Tra pochi giorni,

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