L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 giugno 2021

I numeri da Apocalisse, dell'influenza covid non sono mai stati “realistici” ma frutto di una lucida esagerazione a fine di paura

Il servizio sanitario inglese diventa negazionista



Il servizio sanitario inglese (Nhs, che un buontempone ha trasformato in National Homicide Service) ha fatto un annuncio in qualche modo clamoroso ma che tuttavia non è praticamente comparso sui media salvo che sull’ Indipendent: e sul Telegraph ha infatti ricevuto dal governo l’ordine di cambiare il modo in cui vengono registrati i casi di Covid 19, separando coloro che sono effettivamente malati da coloro che sono solo risultati positivi. Dall’inizio della “pandemia” della scorsa primavera, il servizio sanitario inglese e quelli di molti altri Paesi hanno definito un “caso Covid ” chiunque risultasse positivo al virus Sars-Cov-2, indipendentemente dal fatto che avesse o meno sintomi, che avesse contratto il virus o fosse solo venuto a contatto con qualche spezzone virale. Dato che fino all’80% di coloro che sono stati infettati non hanno mai sintomi e i test Pcr, specie con un numero alto di cicli di moltiplicazione, sono del tutto inaffidabili è chiaro che c’è stato un numero di casi enormemente gonfiato che ha permesso di imporre le successive misure di segregazione.

Non so se ci si rende conto che il governo inglese attraverso il servizio sanitario sta dicendo adesso le stesse cose che per 18 mesi hanno detto i “negazionisti” e i “teorici della cospirazione” in mezzo al ludibrio di “quelli che la scienza…” e alla lapidazione dei media mainstream. Sta ammettendo che le statistiche e i numeri da Apocalisse non sono mai stati “realistici” ma frutto di una lucida esagerazione a fine di paura. E non basta perché cercando di giustificare come mai ora si faccia marcia indietro rispetto a questa manipolazione radicale, dice che il cambiamento di criterio è stato attutato “per aiutare ad analizzare l’effetto del programma vaccinale e se stava riducendo con successo la malattia da Covid-19.”. Ma questo non ha senso perché proprio cambiare i criteri porta confusione e rende pressoché impossibile il confronto. Il fatto è che la frase significa tutt’altro: ridurre il numero dei “casi covid” ufficiali farà sembrare il vaccino più efficace. Da notare che le modifiche alla raccolta dei dati si applicheranno solo ai nuovi pazienti , non saranno retroattive. il numero dei “casi” Covid prima del 7 giugno sono incisi nella pietra e quindi non potranno smascherare la commedia, ma dal 7 giugno separeranno i casi Covid che sono effettivamente ricoverati in ospedale a causa di Covid19 , dagli altri pazienti che sono “solo accidentalmente positivi”.

Abbiamo già scritto molte volte che l’Oms ha modificato le linee guida per la diagnosi di Covid e le linee guida per i test PCR alla fine del 2020 e all’inizio del 2021, proprio in contemporanea con l’inizio delle prime campagne vaccinali; abbiamo già detto che anche il Cdc americano ha ha ripetutamente manipolato la sua definizione di “infezione “ per far sembrare i vaccini più efficaci. Questo cambiamento del servizio sanitario inglese ha più o meno i medesimi scopi: alterare le condizioni sperimentali per ottenere il risultato desiderato. Una totale inversione del metodo scientifico, da parte delle stesse persone che urlano con zelo di “seguire la scienza”. Ma persino con la sfacciata aggiunta che i dati sui nuovi casi covid ” non saranno resi pubblici”, caso mai non ne trovassero.

Insomma non solo hanno preso in giro la gente, ma lo dicono ormai apertamente senza farsi troppi scrupoli convinti che alla fine i cittadini finiranno per accettare anche questo. E forse in qualche modo hanno ragione perché di fronte a ciò che sta emergendo non c’é il netto rifiuto delle logiche di potere che hanno portato alla mistificazione, ma solo una sgomenta rassegnazione, come se non si volesse guardare in faccia la realtà e perciò stesso essere costretti a ricostruirsi un’idea di mondo e risolversi finalmente ad agire.

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