L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 giugno 2021

I positivi al tampone farlocco non sono malati, tant'è che anche i vaccinati possono risultare "contagiati"

I positivi non sono malati: scoperta choc smaschera i “professionisti della paura”

18 Giugno 2021


I positivi al Covid non sono malati, ragione per cui il servizio sanitario inglese avrebbe smesso di contarli.

Lo rivela il sito l’AntiDiplomatico che denuncia come l’annuncio choc arrivato dall’Inghilterra non abbia trovato alcuna visibilità mediatica, e sia stato di fatto divulgato soltanto dall’ Indipendent. Infatti sin dall’inizio della pandemia sono stati conteggiati fra i malati anche persone positive che non presentavano sintomi ma che avevano soltanto contratto il virus. E non unicamente nel Regno Unito, ma in tutta Europa.

Ora però sembra arrivare una sorprendente retromarcia. Scrive infatti l’AntiDiplomatico: “Non so se ci si rende conto che il governo inglese attraverso il servizio sanitario sta dicendo adesso le stesse cose che per 18 mesi hanno detto i ‘negazionisti’ e i ‘teorici della cospirazione’ in mezzo al ludibrio di ‘quelli che la scienza…’ e alla lapidazione dei media mainstream. Sta ammettendo che le statistiche e i numeri da Apocalisse non sono mai stati ‘realistici’ ma frutto di una lucida esagerazione a fine di paura. E non basta perché cercando di giustificare come mai ora si faccia marcia indietro rispetto a questa manipolazione radicale, dice che il cambiamento di criterio è stato attuato ‘per aiutare ad analizzare l’effetto del programma vaccinale e se stava riducendo con successo la malattia da Covid-19’. Ma questo non ha senso perché proprio cambiare i criteri porta confusione e rende pressoché impossibile il confronto. Il fatto è che la frase significa tutt’altro: ridurre il numero dei ‘casi covid’ ufficiali farà sembrare il vaccino più efficace. Da notare che le modifiche alla raccolta dei dati si applicheranno solo ai nuovi pazienti, non saranno retroattive. Il numero dei ‘casi’ Covid prima del 7 giugno sono incisi nella pietra e quindi non potranno smascherare la commedia, ma dal 7 giugno separeranno i casi Covid che sono effettivamente ricoverati in ospedale a causa di Covid19 , dagli altri pazienti che sono solo accidentalmente positivi”.

Come detto la notizia non ha trovato alcuna eco sui media mainstream, e non potrebbe essere diversamente visto che divulgarla equivarrebbe a riconoscere che i tanto vituperati “scienziati controcorrente” che ritenevano gonfiati i dati del Covid, non erano per niente dei negazionisti ma agivano ispirati dal buonsenso e dalle evidenze scientifiche. Non è mai troppo tardi per rimettere le cose a posto e sarà interessante alla fine di tutta questa emergenza pandemica capire chi ci ha raccontato la verità e chi ci ha presi in giro: e soprattutto perché si è giocato oltre misura con le legittime paure della pubblica opinione. A quale scopo? Per quali obiettivi? Davvero lo si è fatto per il bene di tutti? O forse certe tesi bollate frettolosamente come complottiste non erano propriamente campate in aria?

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