L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 giugno 2021

I vaccini con modificazione genetica abbassano le difese immunitarie?

L’Ade ci attende? Altri incubi dai vaccini



L’orizzonte sui vaccini, anzi sui vaccinati e vaccinandi si addensa di nuvole e di nuove inquietudini perché sempre nuove ricerche paiono confermare che i vaccini a mRna riducano le capacità del sistema immunitario. Questo anzi era stata una delle difficoltà su cui si erano arenati i tentativi di produrre un vaccino contro il Sars Cov 1: la causa di questo fenomeno che viene chiamato Ade (Antibody-Dependent Enhancement) o potenziamento della malattia consiste nel fatto che gli anticorpi che si legano al virus e dovrebbero impedirgli di infettare le cellule in realtà rendono più facile al patogeno penetrare le difese cellulari. E oggi un nuovo recentissimo studio ha trovato che dopo la vaccinazione con i preparati genetici si trova una predominanza di anticorpi che possono potenzialmente causare Ade. Come accennato gli anticorpi che aumentano l’infezione sono anticorpi che si legano alla superficie dei virus, però non li neutralizzano, ma portano a un migliore assorbimento del virus in una cellula e quindi promuovono la diffusione e la riproduzione del virus. Tale proprietà è particolarmente grave quando i virus attaccano anche le cellule immunitarie, come i macrofagi, e possono usarle per la propria riproduzione, riproducendo meccanismi in qualche modo analoghi a quello dell’Hiv .

Nella ricerca sono state esaminate le risposte anticorpali dei soggetti vaccinati e si è visto che erano quantitativamente simili a quelle osservate dopo l’infezione naturale, ma si è anche riscontrato che la maggior parte degli anticorpi indotti dal vaccino non aveva attività neutralizzante, ma anzi era tale da “aiutare” l’infezione. Il grado di questo fenomeno è diverso da persona a persona, ma di certo questo può favorire una risposta inefficace del sistema immunitario anche nelle reazioni crociate con altri virus con conseguenze imprevedibili, certamente spiacevoli o addirittura drammatiche. Eppure si vogliono egualmente iniettare miliardi dosi. Insomma si può legittimamente temere che reazioni avverse e decessi dopo la vaccinazione non possano essere che la punta dell’iceberg di una serie di disturbi molto gravi, compresi quelli autoimmuni che potrebbero insorgere nel corso di banali infezioni stagionali anche dopo anni, ma che presumibilmente faranno la loro comparsa già dal prossimo autunno. Ed è solo allora che si potrà cominciare a constatare l’incidenza di questo fattore. Il fatto è che gli studi sugli animali sono saltati a causa di un’emergenza del tutto artificiale e questo nonostante che in precedenza, al tempo del Sars Cov 1, fenomeni trombotici e/o legati all’Ade erano stati dilaganti tra le cavie per non parlare dei fenomeni di ricombinazione virale che erano stati considerati al tempo molto pericolosi, ma di cui non si è tenuto il minimo contro in questa circostanza. Anzi la mistificazione è giunta a tal punto che alcuni siti di quelli che dicono la verità del padrone, tentano di diffondere assurde e patetiche sciocchezze preconfezionate proprio sul fenomeno Ade: in tempi normali dovrebbero essere denunciati. Ad ogni buon conto sto raccogliendo gli screenshot di questi beccai della verità prima che le cancellino e fuggano col bottino delle bugie.

Di certo è un fenomeno ampiamente presente tra gli animali domestici e bastio pensare che i area tedesca i veterinari hanno smesso di vaccinare i gatti contro la peritonite infettiva felina (provocata anche da un coronavirus) proprio perché la vaccinazione provoca un aumento di malattie gravi.

Ma noi non abbiamo la grande fortuna di essere gatti e perciò i vaccinati hanno questa spada di Damocle sopra la testa dovuta essenzialmente al fatto che i meccanismi di azione di questi preparati sperimentali non sono ancora ben compresi. Ad ogni buon contro lascio qui i link di alcuni studi che si sono occupati del fallimento dei vaccini contro Sars Cov1 tra quelli che possono essere letti gratuitamente. A futura memoria degli inganni di cui siamo vittime

Enjuanes L, Zuniga S, Castano-Rodriguez C, Gutierrez-Alvarez J, Canton J, Sola I. Basi molecolari della virulenza del coronavirus e dello sviluppo del vaccino. Adv Virus Res. 2016;96:245-286. doi: 10.1016 / bs.aivir.2016.08.003. [ Qui ]
Huisman W, Martina BE, Rimmelzwaan GF, Gruters RA, Osterhaus AD. Miglioramento delle infezioni virali indotto dal vaccino. Vaccino. 2009; 27 (4): 505-512. doi: 10.1016 / j.vaccine.2008.10.087. [ Qui]
Kam YW, Kien F, Roberts A, Cheung YC, Lamirande EW, Vogel L, Chu SL, Tse J, Guarner J, Zaki SR, Subbarao K, Peiris M, Nal B, Altmeyer R. Gli anticorpi contro la glicoproteina trimerica S proteggono i criceti contro Sfida SARS-CoV nonostante la loro capacità di mediare l’ingresso dipendente da FcgammaRII nelle cellule B in vitro. Vaccino. 2007; 25 (4): 729-740. doi: 10.1016 / j.vaccine.2006.08.011. [ Qui ]
Jaume M, Yip MS, Cheung CY, Leung HL, Li PH, Kien F, Dutry I, Callendret B, Escriou N, Altmeyer R, Nal B, Daeron M, Bruzzone R, Peiris JS. Gli anticorpi contro il picco di coronavirus della sindrome respiratoria acuta anti-grave innescano l’infezione delle cellule immunitarie umane attraverso una via FcgammaR indipendente dal pH e dalla cisteina proteasi. J Virol. 2011; 85 (20): 10582-10597. doi: 10.1128 / JVI.00671-11. [ Qui]
Wang SF, Tseng SP, Yen CH, Yang JY, Tsao CH, Shen CW, Chen KH, Liu FT, Liu WT, Chen YM, Huang JC. L’infezione da coronavirus SARS anticorpo-dipendente è mediata da anticorpi contro le proteine ​​spike. Biochem Biophys Res Commun. 2014; 451 (2): 208-214. doi: 10.1016 / j.bbrc.2014.07.090. [ Qui ]
Rosenthal KS, Zimmerman DH. Vaccini: tutto considerato. Clin Vaccine Immunol. 2006; 13 (8): 821-829. doi: 10.1128 / CVI.00152-06. [ Qui]
Bolles M, Deming D, Long K, Agnihothram S, Whitmore A, Ferris M, Funkhouser W, Gralinski L, Totura A, Heise M, Baric RS. Un vaccino contro il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave a doppia inattivazione fornisce una protezione incompleta nei topi e induce una maggiore risposta polmonare proinfiammatoria eosinofila alla sfida. J Virol. 2011; 85 (23): 12201-12215. doi: 10.1128 / JVI.06048-11. [ Qui]
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