L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 giugno 2021

I vaccini sperimentali producono morte ma non si deve dire

Camilla Canepa è l'unico caso? Ecco quello che sta realmente succedendo

di Francesco Corrado
14 giugno 2021

In questi giorni è esploso il caso di Camilla Canepa, ragazzina di 18 anni morta dopo l'inoculazione del vaccino Astrazeneca. Prima di affrontare il caso Canepa facciamo presente che le persone morte immediatamente a ridosso della vaccinazione sono decine e decine in tutta Italia. Pure se la stampa nazionale ha evitato di parlarne, la stampa locale e persone comuni sui social media hanno supplito rendendo pubbliche queste informazioni. Bisogna ricordare il caso del militare morto in Sicilia il cui decesso è stato causato direttamente dal vaccino e lo sappiamo solo perché è intervenuta la procura di Siracusa che ha ordinato la perizia. Non perché abbia funzionato la farmacovigilanza.

Sentiamo a tale proposito cosa dice ai microfoni di RadioRadio il dottor Stramezzi, che collabora con due organizzazioni di medici che curano con successo il covid19, cioè Ippocrate.org e terapiadomiciliarecovid.org:

"Nella farmacovigilanza attiva è fondamentale che vengano segnalati tutti i casi avversi. Cioè il medico segnala ogni evento, sarà poi l'ente regolatore che stabilirà, in base all'incidenza in percentuale (quindi in base alla frequenza), se quell'evento è conseguenza o meno dell'assunzione di un determinato presidio medico.

Ma le segnalazioni non vengono fatte.

Cioè dobbiamo aspettare che intervenga un magistrato a mettere in correlazione l'ADE del militare morto con il vaccino? E' una follia.

Mi riferisco per esempio ai primi casi di colleghi che mi segnalavano trombocitopenie, pancitopenie, piastrinopenie dovute molto probabilmente al vaccino, che non sono mai state segnalate."

Cioè Stramezzi, la cui intervista è andata in onda prima della morte di Camilla, grazie alle segnalazioni dei medici con cui collabora (che sono molti ma non è come avere a disposizione tutto il SSN) aveva contezza del fatto che una piastrinopenia può essere conseguenza della inoculazione vaccinale.

Veniamo a Camilla Canepa; si è diffusa la notizia (poi rivelatasi falsa) secondo la quale avesse una piastrinopenia ereditaria, che combinata con l'effetto del vaccino avrebbe portato la giovane ragazza alla morte. Ebbene i genitori hanno sconfessato questa teoria, cosa che risulterebbe anche dalle carte in possesso degli inquirenti: Camilla stava bene. Non può essere che a Camilla sia capitato ciò che dice Stramezzi e cioè che sia stato il vaccino a causarle la malattia? Ricordiamo che il dottor Zona che l'ha operata nel tentativo di salvarle la vita ha detto: "Non avevo mai visto un cervello ridotto in quelle condizioni da una trombosi così estesa e così grave". Così tanto per.

Ma lasciamo la parola a Stramezzi:

"Vi faccio un esempio: ho conosciuto due signore che hanno perso l'udito dopo la seconda somministrazione. E questo è molto logico e plausibile in quanto se si formano dei microtrombi contro la "spike" si ha un piccolo infarto del nervo acustico. Ora, in questi casi, la persona deve essere immediatamente messa in camera iperbarica entro tre giorni e a questo punto recupera l'udito. Ma questi casi non vengono segnalati per questo nel consenso informato non vengono mai dette quali possono essere le conseguenze, perché nel consenso informato ci sono scritte cose generiche, quindi la gente non lo sa, il medico non lo sa e non interviene. Eppure il consenso informato è fondamentale ed obbligatorio per legge.

Io ho curato una paziente dal Covid e mi ha chiesto se suo padre si sarebbe dovuto vaccinare in quanto aveva già una storia di ischemia. Io le ho detto "guardi parli col suo medico curante, io glielo sconsiglierei", anche se non posso dire ad uno di non vaccinarsi dato che posso essere radiato dall'ordine dei medici; lei ha sconsigliato il padre mentre gli altri fratelli hanno insistito. Ebbene il padre dopo la seconda dose ha avuto un infarto ed è morto. Questo non è un caso segnalato. Perché è morto di infarto e non di vaccino. Capite che è una follia?"

Bisogna tenere presente che tra le persone giovani morte nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione sono in molte ad essere morte di infarto, oltre che di trombosi varie. Se non si riportano i casi, non si potranno avere informazioni come quelle che potrebbero salvare molte persone.

Facciamo il punto. Primo: qui stiamo parlando di terapie geniche sperimentali cioè farmaci di un tipo mai usato prima quindi di cui non si conoscono effetti né a breve, né a medio, né a lungo termine. Secondo: questi vaccini sono in fase sperimentale nel senso che sono stati commercializzati senza nemmeno il minimo di tempo di prova richiesto ai vaccini classici. Parliamo di un doppio rischio quindi e di cosa si lamentano i medici famosi perché curano il covid? Che non c'è una farmacovigilanza attiva decente! Sembra una barzelletta, vero?

Chiariamo: i no vax sono persone che non si vogliono inoculare vaccini che: 1-hanno passato un adeguato periodo sperimentale e 2-ci offrono delle garanzie in quanto vaccini di tipo già usato. Qui stiamo parlando di tutt'altro, vale la pena spiegarlo a quelli che dividono il mondo in vax e novax. Qui siamo in un altro territorio. Parliamo di novità farmacologiche assolute come i dispositivi anti covid che ci stiamo iniettando che non hanno passato un adeguato periodo sperimentale nemmeno per i canoni standard dei farmaci già noti. Chiaro?

Quindi ci stiamo inoculando farmaci la cui sperimentazione finisce a dicembre 2023, di un tipo mai usato precedentemente, li stiamo iniettando forzatamente a tutta la popolazione, il consenso informato previsto per legge è un semplice proforma e in tutto questo delirio scopriamo che la farmacovigilanza attiva è assente. Questi vaccini sono stati inoltre autorizzati sul presupposto che non esistono terapie valide per il covid; ma noi sappiamo per certo che il Ministro della Salute ha fatto e sta facendo di tutto per non riconoscere terapie efficaci che sono tali da oltre un anno. La cosa puzza davvero troppo per chiunque abbia un minimo di raziocinio. Ma il bello deve ancora arrivare.

Il terribile evento della morte del militare Stefano Paternò. In quel caso i periti del giudice hanno stabilito che il vaccino ha ucciso il militare. La partita di vaccini è stata sequestrata perché, sempre in Sicilia, un paio di settimane prima era morto un militare dell'arma dei Carabinieri, giovane ed in ottima salute, vaccinato con un campione della stessa partita; ma la partita del vaccino non c'entra niente. Nel caso di Stefano Paternò i periti hanno stabilito che è stato ucciso dal vaccino che si è sommato agli anticorpi di cui il militare era già pieno in quanto già aveva combattuto contro il covid, sconfiggendolo, pur senza accorgersene: cioè era un asintomatico, avete presente gli asintomatici, quella categoria di persone di cui l'Italia è piena?

Quindi grazie al giudice sappiamo ufficialmente che gli asintomatici sono a rischio. Basterebbe fare un esame sierologico per vederlo ed evitare di mettere a repentaglio la vita di queste persone. Visto che il vaccino è sperimentale sotto due differenti aspetti (tempo di sperientazione e tipo di farmaco), visto che la farmacovigilanza attiva non esiste, visto che a causa di ciò il consenso informato è un semplice proforma (illegalmente), sicuramente il ministro Speranza, che tanto si prodiga per proteggerci, avrà nel frattempo imposto di effettuare l'esame sierologico per evitare fenomeni avversi, vero? Ebbene no. Anzi. E' stato reso pubblico (il 9 giugno) un documento in cui la capa della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, della Regione Emilia Romagna, tal Kyriakoula Petropulakos, ha inviato delle linee guida ai direttori generali delle aziende sanitarie della regione in cui impone di non effettuare esami sierologici né pre né post vaccino.

Capito? Non è meraviglioso tutto ciò? Non vi sentite rassicurati?

La tizia che ha comunicato questo provvedimento davvero notevole, bisogna ammetterlo, il 13 maggio 2020 venne inserita da "Giuseppi l'avvocato degli italiani" nel Comitato Tecnico Scientifico della protezione civile di Borrelli.

Quantomeno, lasciando stare per un attimo il terreno medico ed entrando in quello giuridico, iniziamo ad avere un'idea anche più chiara dei crimini che si stanno commettendo. Per quelli che "io mi vaccino", a voi che, come novelli Don Chisciotte ipocondriaci avete da combattere una immaginaria battaglia contro l'oscurantismo novax (che qui non c'entra) e che di fatto "credete" nella "scienza" (che non capite) esattamente con lo stesso inconsapevole fideismo con cui i terrapiattisti rifiutano la legge di gravità, conviene aprire gli occhi, vi conviene sul serio. Perché i veri scienziati le cose le hanno dette chiare e tonde già un anno (abbondante) fa e avevano colto nel segno, pur se ostracizzati, non ascoltati dai politici e ridicolizzati dal sonoro raglio di fact-cheker e giornalisti ignoranti. Ora sappiamo che le affermazioni di uno Szumski, di un Tarro, di un Raoult e di un Montagnier e di mille altri erano corrette.

E' arrivato il momento, dopo un triste periodo di irrazionalità generalizzata durata 15 mesi, di riprendere le redini del discorso logico e di iniziare a delineare in modo più preciso i contorni della vicenda criminale che passerà alla storia come "pandemia da covid19".

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