L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 giugno 2021

Il 16 giugno in Svizzera Biden non si illuda di trovare una Russia che si asservi al suo comando, troverà una Nazione che forte della sua trovata identità e tradizione poggia su una forza reale e duratura

Analista americano spiega perché la Russia terrorizza ancora la Nato


© Sputnik . Mikhail Voskresenskiy

La Russia possiede il più grande arsenale di armi nucleari tattiche al mondo e questo "deve incutere terrore" nei Paesi della Nato, scrive in un articolo per la rivista The National Interest il commentatore Mark Episkopos.
Ha richiamato l'attenzione sulla modernizzazione delle forze armate russe. Secondo il commentatore, ora in Russia ci sono da 3-6mila unità di armi nucleari tattiche. Si tratta di testate ereditate dall'Unione Sovietica, nonché di potenti nuovi sistemi d'arma sviluppati negli ultimi anni.

"C'è un aspetto della pianificazione militare russa che difficilmente cambierà presto, ed è il desiderio di Mosca di fare affidamento sulle armi nucleari tattiche come principale deterrente contro la Nato", ha sostenuto Episkopos.

Ha sottolineato che la maggior parte delle armi nucleari tattiche russe sono utilizzate nella marina, ad esempio sull'ultimo progetto dei sottomarini multifunzionali 885M Yasen-M e sulla fregata Admiral Gorshkov del progetto 22350. Ma questo arsenale, osserva l'autore dell'articolo, serve a Mosca non per implementare operazioni offensive.

"La dottrina militare russa vede le testate nucleari tattiche come difesa dalla Nato, non solo un deterrente, ma anche uno dei modi della Russia di rispettare le regole generali in caso di una guerra totale che nessuno vuole", ha spiegato l'esperto.

Episkopos ritiene che da un punto di vista economico sia più redditizio per la Russia immagazzinare grandi scorte di armi nucleari tattiche piuttosto che partecipare a una corsa di altri tipi di armi con la Nato.


1 Giugno, 18:56

Secondo i principi della politica statale sulla deterrenza nucleare, che il presidente Vladimir Putin ha firmato lo scorso anno, la Russia considera le armi nucleari esclusivamente un deterrente e riconosce il loro uso come ultima risorsa per garantire la sicurezza nazionale.

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