L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 giugno 2021

Il compito di Draghi è traghettare Euroimbecilandia al di là dell'ordoliberismo germanico evolvendola in acquisizione di ulteriore Sovranità Nazionale che gli stati dovranno cedere. La guerra sarà dura con i tedeschi e affini e comunque vada a finire a rimetterci saremo NOI masse diseredate

Mario Draghi, l'indiscrezione di Mario Sechi: "Altro che Quirinale", su che poltrona manderanno il premier


05 giugno 2021

"Mario Draghi ha salvato il Pd, dal fatto di essersi imbarcato in un’avventura con un partner con il quale era difficile trovare una sintesi vera di governo. E ha salvato il M5s dal naufragio evidente sulla vaccinazione e dall’aver mancato totalmente l’obiettivo della ripresa economica", spiega Mario Sechi. "L’azione di Draghi sta avendo effetti reali e la sua impresa sarà un autentico successo. Stiamo per assistere a un boom economico rapidissimo, una ripartenza a razzo. Nessuno avrà la forza di mettere Draghi in difficoltà, sarebbe come una lumaca che sfida Carl Lewis in pista", specifica il giornalista.

"Non c’è contesa politica perché tutti i format possibili di governo sono falliti. L’unico rimasto era quello di larghissime intese. Un governo aperto a tutti, ed ecco infatti l’ingresso della Lega. Pd e 5 Stelle chiedevano il perimetro che non poteva esserci, perché era il Quirinale a non volerlo", specifica Sechi sul futuro politico del premier. "Draghi inoltre non intende fare e non farà nessun partito. Voglio dire che nessun partito, finora, si è fatto interprete del "draghismo", spiega Sechi.

Infine Sechi si interroga sul futuro: "La domanda è: nel 2023, di fronte agli elettori, quale partito rivendicherà quanto fatto dal governo Draghi senza doversi giustificare, fare precisazioni, mostrare bandiere? Andiamo dall’approccio al piano vaccinale al rimbalzo economico e alle riforme del Recovery?" Per Sechi, "Draghi sarà il prossimo presidente della Commissione Ue. L'Europa ha bisogno di una guida come lui. E poi non credo alle elezioni anticipate, perché solo Draghi può gestire il Recovery. Proviamo a immaginarci qualcun altro al suo posto, con questa o con un’altra maggioranza. Il paese diventerebbe ingovernabile. Infine la supermedia Agi dice che il gradimento del governo Draghi è altissimo (73,6%), M5s (16,4%) e Pd (18,8%) scendono (rispettivamente -0,3 e -0,8), la Lega è stabile (21,5%), Meloni sale (19,4%, +0,7)", conclude Sechi.

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