L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 giugno 2021

In Siria i terroristi tagliagola mercenari sono pagati anche da Qatar

Italia
Dietro la finanza del terrore l’ombra lunga del Qatar



Gian Micalessin

L’Alta Corte di Londra apre un procedimento che rischia di mettere sotto accusa un ex premier dell’emirato, due banche del regno e numerosi esponenti di primo piano della dinastia reale sospettati di aver trasferito centinaia di milioni di dollari sui conti di Al Nusra, la filiale siriana di Al Qaeda.
La decisione del tribunale, a un anno dall’apertura a Doha dei campionati mondiali di calcio, rischia di trasformarsi in un’imbarazzante caso internazionale.
Venir accusati di finanziare il terrorismo alqaedista non è mai un bel biglietto da visita. Ma lo è ancora meno se al centro delle accuse vi sono gli esponenti di governo e le istituzioni d’un paese pronto ad ospitare i campionati mondiali di calcio.
E’ esattamente quel che sta accadendo al Qatar, l’emirato dove, nel 2022, si svolgerà una Coppa del Mondo su cui si sono già addensati pesanti sospetti riguardo la procedura d’assegnazione della manifestazione e l’intollerabile sfruttamento delle maestranze impegnate nella costruzione di stadi e impianti sportivi. Accuse e sospetti a cui l’Alta Corte di Londra potrebbe aggiungere il marchio infamante del finanziamento ad Al Nusra, la succursale siriana di Al Qaeda che ancora oggi controlla vasti territori della provincia siriana di Idlib. Una provincia in cui il gruppo terrorista va reiterando massacri e crimini compiuti durante i dieci anni e passa di guerra civile siriana.

Dei presunti legami tra l’emirato di Doha e il terrorismo internazionale si era già parlato fin dall’11 settembre. Accuse nate anche a seguito del ruolo di grande protettore e finanziatore della Fratellanza Musulmana svolto dall’Emirato. Ma fin qui si era sempre trattato di sospetti basati su fonti di intelligence o su transazioni finanziarie difficilmente verificabili.

Mercoledì 2 giugno, invece, l’Alta Corte di Londra accogliendo le denunce sporte da un gruppo di nove cittadini siriani ha aperto un procedimento giudiziario che potrebbe concludersi con la formale messa sotto accusa di personalità e istituzioni dell’Emirato. Tra i sospettati per il trasferimento di centinaia di milioni di dollari nelle casse dei terroristi vi sono l’ex primo ministro Hamad bin Jassim al-Thani, nipote dell’emiro fondatore del Qatar, e suo fratello Nawaf bin Jassim al-Thani, responsabile, fino al marzo di quest’anno, di una divisione del fondo sovrano dell’Emirato con partecipazioni in svariate compagnie internazionali. Con loro verrà sentito anche Abdulhadi Mana al-Hajri, fratello di una delle mogli dello sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, attuale emiro del Qatar. Famoso per aver sborsato, nel 2020, 800 milioni di sterline per mettere le mani sul Ritz Hotel di Londra, uno degli alberghi di lusso più esclusivi del mondo, Tamim bin Hamad è sospettato di aver contribuito alla creazione dei fondi illegali destinati alla filiale siriana di Al Qaeda.

Ma a rispondere ai magistrati inglesi saranno chiamati anche i responsabili della Qnb (Qatari National Bank), la banca sponsor ufficiale dei campionati del mondo di calcio, e la Doha Bank già coinvolta, precedentemente, in un altro caso di finanziamenti illeciti. Gli avvocati dei sospettati - pur smentendo qualsiasi coinvolgimento dei loro assistiti - dovranno vedersela con le accuse - assai dettagliate - depositate dai legali di nove siriani che - oltre a inestimabili perdite economiche - hanno subito, per mano di Al Nusra, torture fisiche, detenzioni arbitrarie e ininterrotte minacce di esecuzione sommaria.

Nessun commento:

Posta un commento