L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 giugno 2021

Insistono, diminuiscono l'Irpef ma aumentano l'Iva e l'Imu. Tolgono da una parte e mettono dall'altra, il gioco delle tre carte

Pensioni: allo studio un taglio delle tasse. Ecco come sarà

24 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Il fisco è sempre più pesante su redditi da lavoro dipendente e pensioni secondo quanto rivela la Corte dei Conti nel suo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 in cui sottolinea che “il declino del peso dei redditi da lavoro sul Pil, la persistente e significativa evasione e il proliferare di trattamenti tributari differenziati contribuiscono a mettere in dubbio che si possa ancora parlare di prelievo generale sui redditi”.

Tasse su redditi e pensioni: quanto pesano

In particolare la Corte rivela uno sbilanciamento sui redditi medi con andamenti irregolari e distorsivi delle aliquote marginali effettive”. Per questo motivo, osserva la Corte dei Conti, sarà necessario ripensare il sistema tributario nell’intero complesso. Nel dettaglio, si dovranno “ipotizzare varie forme di ricomposizione del contributo dei prelievi diretti e indiretti alla copertura del bilancio, tra le quali adeguata attenzione potrebbe essere riservata a un parziale spostamento del prelievo dall’Irpef all’Iva”.

In sostanza, in attesa della nuova riforma, la Corte dei Conti chiede di ripensare il sistema tributario nell’intero complesso per lavoratori e pensionati.

Le mosse del governo Draghi

Il governo Draghi entro l’estate dovrà presentare una legge delega per avviare il percorso di modifica del sistema tributario italiano, come previsto anche dal PNRR. Per il momento l’unico dato certo è che il Governo Draghi ha intenzione di ridurre la tassazione sulle pensioni e in generale sui ceti medio bassi.
Al momento circola una bozza di documento re redatto dai presidenti Luigi Marattin e Luciano D’Alfonso in cui, tra le varie voci, si propone anche una riforma dell’Irpef con l’obiettivo di ridurre l’aliquota del terzo scaglione, con la contestuale modifica della dinamica delle aliquote marginali effettive, quelle cioè che gravano sul reddito aggiuntivo.


Sul modus operandi per il taglio delle tasse sulle pensioni si è ipotizzato, ad esempio, un aumento dell’IVA e dell’IMU e della tassa di successione ma è sul taglio delle aliquote Irpef, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, che sono puntati i riflettori. Si parla in particolare di una revisione del terzo scaglione dei redditi soggetti all’Irpef, quello fra i 28.000 e i 55.000 euro, sul quale l’aliquota, cioè il peso delle tasse sul contribuente, lavoratore e pensionati, fa un balzo di ben 11 punti percentuali, dal 27% al 38%.

Come realizzare questa revisione? Da una parte, come scrive Il Messaggero riportando stralci del documento parlamentare, si prevede un “deciso intervento semplificatore sul combinato disposto di scaglioni, aliquote e detrazioni per tipologia di reddito, incluso l’assorbimento degli interventi del 2014 e del 2020 riguardanti il lavoro dipendente”.
In alternativa viene ipotizzato un sistema ad aliquota continua limitato alle fasce di reddito medie, un sistema alla tedesca come suggerito dall’ala sinistra della maggioranza di governo.

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