L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 giugno 2021

Italia sempre più colonia francese

Molte sono le operazioni finanziarie che vedono i Rothschild protagonisti della corsa alle privatizzazioni…

Molte sono le operazioni finanziarie che vedono i #Rothschild protagonisti della corsa alle privatizzazioni sancita dal neoliberismo occidentale.
Passata sotto silenzio, ad esempio, la recente notizia dell’acquisizione, da parte della potente dinastia, dell’italiana GS Retail, di proprietà di Ferrovie dello Stato (55%) e di Eurostazioni (una cordata privata che deteneva il restante 45% e che comprendeva Pirelli, Benetton, Ferrovie Francesi e Gruppo Caltagirone), da parte della Alba Bidco, azienda in gran parte francese che fa capo alla società Antin del potente Gruppo
BNP Paribas, in pugno ai Rothschild. Risultato? Tutte le attività relative allo sfruttamento economico degli spazi commerciali, media & advertising, deposito bagagli e servizi igienici delle stazioni di Bari centrale, Bologna centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Brignole, Genova Principe, Milano centrale, Napoli centrale, Napoli piazza Garibaldi, Palermo centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Venezia Mestre, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, nonché degli spazi pubblicitari e commerciali del complesso immobiliare di Roma Tiburtina, sono finite nelle mani della famiglia più potente del mondo. Il cui rapporto con la rete ferroviaria europea, sin dalle sue origini, abbiamo già affrontato. L’atto di compravendita definitivo è stato siglato il #27giugno 2016, manco a dirlo nella sede milanese della Rothschild SpA. Che naturalmente ha svolto anche il ruolo di advisor. Un modo di fare molto vicino a quello che nel 2014 ha portato alla presidenza di Poste italiane una Luisa Todini membro dei CdA di Rai e di Rothschild & Co, società che, guarda caso, Poste ha poi scelto come advisor per la sua quotazione in Borsa.”
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