L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 giugno 2021

La creazione di moneta è servita ai Casinò delle borse, delle banche per sopravvivere altro che economia reale

Cos’è il Quantitative Easing (QE) e come funziona spiegato in 7 passaggiCos’è il Quantitative Easing (QE), noto anche come allentamento quantitativo o monetario e come funziona, spiegato in 7 passaggi.



Il Quantitative Easing (QE) è stata la “grande arma” usata dalle banche centrali per salvare le economie da una fine impietosa al tempo di mercati finanziari tanto voraci da essere capaci di fagocitare se stessi. Con l’allentamento quantitativo la Banca centrale europea (BCE) dal 2015 ha avviato un processo di acquisto di attività dalle banche commerciali, nel quadro di “misure non convenzionali di politica monetaria” che da eccezionali sono diventate la norma per salvare dal fallimento una intera economia.

Anche grazie a nuovi e potenti piani di allentamento quantitativo sono state salvate le economie a seguito dello shock esogeno all’economia causato dalla pandemia: vedasi il PEPP nell’area dell’euro. L’obiettivo del QE nell’eurozona è sostenere la crescita economica contribuendo al ritorno dell’inflazione su livelli prossimi al 2% seppur inferiori.

Spieghiamo in 7 rapidi passaggi come funziona il quantitative easing, altrimenti detto allentamento quantitativo, per poi passare ad una spiegazione più ampia.
Il quantitative easing (QE), spiegato in 7 passaggi
  1. L’Eurotower, la BCE, compra titoli obbligazionari dalle banche commerciali e dal mercato aperto.
  2. Il prezzo dei titoli obbligazionari aumenta e si crea moneta nel sistema bancario.
  3. Come effetto diretto i tassi di interesse diminuiscono favorendo l’accesso ai prestiti che diventano meno costosi.
  4. In questo modo i cittadini e le imprese possono contrarre un numero maggiore di prestiti e al contempo spendere meno per rimborsare i propri debiti.
  5. L’effetto voluto è far riprendere i consumi e gli investimenti.
  6. Grazie all’incremento dei consumi e degli investimenti si sostiene la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro.
  7. L’aumento dei prezzi permette alla BCE di conseguire un tasso di inflazione inferiore ma prossimo al 2% nel medio termine.
Il sistema dell’allentamento quantitativo, quindi, spera nel maggior indebitamento di cittadini, famiglie e imprese per far riprendere i consumi e l’inflazione, per innalzare il tasso di occupazione nell’area dell’euro. Un sistema che ha dimostrato tutti i suoi limiti dal momento che l’accesso al credito non è stato realmente facilitato, ma a beneficiare dell’allentamento quantitativo sono stati maggiormente i mercati finanziari e le banche.
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Definizione di Quantitative easing (QE)

“Creazione e iniezione di liquidità nel sistema da parte delle banche centrali, mediante l’acquisto sul mercato di attività finanziarie come azioni, obbligazioni e titoli di Stato, con il duplice fine di sopperire al pericoloso calo per numero e consistenza di prestiti concessi a famiglie e imprese e di eliminare dal mercato i titoli tossici”, scrive treccani.it nella sezione Neologismi datata 2015.

L’allentamento quantitativo spiegato

In linea generale l’allentamento quantitativo può essere applicato da qualsiasi banca centrale al fine di stimolare la crescita economica, produttiva ed occupazionale del paese, e per sostenere il debito pubblico (ma non per ridurlo).

Il quantitative easing viene considerato una azione di politica monetaria aggressiva e dagli effetti anche pericolosi sull’inflazione se non ben dosata e calibrata.

Con l’allentamento quantitativo una banca centrale crea moneta comprando titoli di Stato o altre tipologie di obbligazioni sul mercato. In questo modo aumenta la quantità di denaro messa a disposizione degli istituti di credito mediante operazioni di mercato aperto, in questo modo la banca centrale fornisce ulteriore liquidità al sistema monetario quando i prestiti concessi a individui, famiglie e imprese calano decisamente in termini di numero e consistenza.

Il QE dovrebbe in teoria aumentare i prestiti come spiegato nei 7 passaggi, ma nei fatti la storia di questi anni ha dimostrato che le banche hanno usato la liquidità aggiuntiva ottenuta per depositarla presso la stessa banca centrale o presso altri depositi ottenendone ulteriori interessi. In questo modo la missione dell’allentamento quantitativo è fallita miseramente come più volte denunciato da vari economisti in questi anni.

QE e svalutazione della moneta

Uno degli effetti generati dal QE è la svalutazione della moneta, ciò avviene perché il meccanismo genera surplus di moneta necessaria teoricamente per finanziare nuovi prestiti.

Ecco perché le banche centrali monitorano costantemente i piani di allentamento quantitativo ed intervengono in fretta riducendo gli acquisti non appena sono stati raggiunti gli obiettivi desiderati.
QE e BCE e la liceità degli acquisti

Ma è lecito alla Banca centrale europea acquistare titoli di Stato, non si configura come una azione di aiuto di Stato e quindi una pratica scorretta secondo il Trattato dell’UE? Durante la pandemia anche la Corte costituzionale di Germania ha chiesto chiarimenti in merito, ottenendo per tutta risposta che la BCE per Statuto Europeo è indipendente da qualsiasi giurisdizione nazionali di Stati membri e che deve quindi rispettare solo le leggi europee di riferimento.

La BCE, quindi, spiega che opera all’interno dell’articolo 18, paragrafo 1 dello Statuto del Sebc (Sistema europeo delle banche centrali), il quale annovera tra gli strumenti di politica monetaria anche gli acquisti definitivi di attività negoziabili, tra cui i titoli di Stato.

La BCE che è accorta a tutte le normative, non compra direttamente dagli Stati membri ma nel mercato secondario e quindi dagli investitori che in precedenza hanno comprato i titoli dagli Stati emettitori e di cui ora intendono liberarsi.

Evitando l’acquisto di obbligazioni nel mercato primario, la BCE evita di esercitare “un effetto distorsivo sulla componente delle quotazioni riconducibile al rischio”.

Tutte le banche centrali che hanno fatto ricorso all’allentamento monetario

Prima e dopo la BCE, hanno fatto ricorso all’allentamento monetario il Federal Reserve System, la Bank of England e già dal 2001 la Banca del Giappone.

Quando una banca centrale non può più fare ricorso alla riduzione dei tassi di interesse ufficiali, questo strumento diventa “l’arma bianca” per saltare fuori dalla trincea e assaltare la deflazione così da garantire la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Leggi anche: La Banca centrale europea accetta i green bond come garanzia per il QE: è una svolta.
Davvero questo è il modello migliore?

Una domanda che ci si potrebbe porre è se davvero questo è il modello migliore per garantire la crescita di una economia.

Davvero, cioè, una economia cresce solo se si permette alle persone, alle famiglie e alle imprese di indebitarsi di più, di vivere sempre oltre le possibilità reali, anche se a tassi di interesse contenuti e abbordabili dalla maggioranza dei cittadini?

Fino a quando un modello del genere sarà in grado di garantire la tenuta economica di una economia, piccola o grande che sia?

Il quantitative easing, da misura di ultima istanza si è trasformata nella normalità della politica monetaria di alcune banche centrali compresa la BCE.

Dopo anni di allentamento quantitativo, infatti, è lecito domandarsi quali conseguenze per l’economia se una banca centrale tentasse di uscire completamente da questa misura per tornare a misure di politica monetaria meno aggressive. La paura che i mercati finanziari possano reagire molto male a questo scenario, rischia di intrappolare per lungo tempo le economie nel QE.

Ma fino a che punto si potrà continuare a “drogare” il sistema senza che vada in overdose?

Domande aperte a cui il futuro ci darà una risposta. Intanto leggi cosa sono i tassi di interesse di riferimento.

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