L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 giugno 2021

La mascherata, simbolo di sotto missione al potere costituito, deve continuare, neanche la sospensione momentanea deve essere consentita, solo il vaccino sperimentale è lo strumento per incidere sull'influenza covid, le cure a casa con le medicine esistenti a basso costo NON si devono usare. Questa è l'ossessione che guida i governanti e qualcuno è sempre più zelante degli altri

Mascherine all’aperto, dietrofront in Italia: in quale Regione restano obbligatorie

25 Giugno 2021 - 18:03

L’Italia fa dietrofront sulle mascherine: l’obbligo per l’utilizzo all’aperto rimane in alcune zone. In particolare, in una Regione: ecco dove.


Dopo tante pressioni da parte della politica, solo pochissimo tempo fa Draghi e il Cts avevano deciso di consentire agli italiani di dire addio alle mascherine all’aperto in determinate circostanze.

Proprio in base a questa decisione, dal 28 giugno sarà possibile in Italia non utilizzare la mascherina all’aperto, secondo le modalità previste dal decreto Draghi e concordate con il Comitato Tecnico Scientifico e i Ministri.

Tuttavia, proprio alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto firmato dal Ministro della Salute Speranza, c’è stata qualche opposizione che sembra non voler seguire la corrente dell’addio alla mascherina in favore di una politica più restrittiva.

In particolare, la notizia riguarda una Regione specifica che manterrà l’obbligo di mascherina all’aperto: vediamo quale.

In quale Regione la mascherina resta obbligatoria

A opporsi con forza alla politica in vigore che verte verso un abbandono almeno temporaneo dei dispositivi di protezione individuale all’aperto e in determinate circostanze, è la Regione Campania.

Vincenzo De Luca, il governatore della Regione Campania, infatti, si appresta a firmare l’ordinanza che prevede che l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie resterà in vigore anche all’esterno.

In particolare, l’obbligo permane in tutte quelle situazioni in cui non si riesca a garantire la distanza interpersonale di un metro o quando avvenga il rischio di configurazione di assembramenti.
In cosa consiste l’obbligo: tutti i dettagli

L’uso dei dispositivi di protezione individuale resta obbligatorio per tutti i centri urbani della Campania e per tutti i luoghi non isolati.

Per di più, la mascherina va indossata anche nelle file, nelle piazze, sui lungomari durante le passeggiate - come spiega il governatore - nonché nelle fiere e ogni evento che contempli aggregazione di persone.

L’obbligo persiste anche per trasporto pubblico su terra e per traghetti, battelli e navi.
E non è tutto: via anche gli alcolici

Il governatore della Regione Campania, per di più, è intervenuto anche sull’attività notturna della movida regionale e, in merito, ha ordinato il divieto assoluto di vendita di bevande alcoliche da asporto di ogni tipo, in vigore dalle 22 di sera alle 6 del mattino.

È altresì fatto divieto di consumo di bevande alcoliche di qualsiasi sorta in qualunque area pubblica o aperta al pubblico anche all’aperto. Ciò riguarda anche gli spazi antistanti le attività commerciali.

Anche i “bar e baretti” ambulanti potranno vendere solo col servizio al tavolo e non sarà consentita la distribuzione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione consumando in piedi o al di fuori dell’area da tavolo appositamente predisposta.

De Luca e le preoccupazioni sui vaccini

Il governatore della Regione Campania si è espresso anche sulla campagna vaccinale in corso.

In merito, De Luca sembra essere abbastanza preoccupato. Più di tutto, la preoccupazione è destata proprio dal timore di un via libera estivo e rivolta a tutti coloro che partecipano alla movida delle città campane.

In merito alla campagna dei vaccini che è in corso, De Luca ha dichiarato: “Se prosegue così la vaccinazione a Napoli, andiamo verso un nuovo lockdown nel giro di pochi mesi, dopo settembre”.

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