L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 giugno 2021

La narrazione si basa solo sulle ripetute balle spaziali e menzogne delle televisioni


Errata corrige



Talvolta capita che amici preziosi mi scrivano per segnalarmi di mettere un link che avevo trascurato o per la fretta o perché magari l’articolo cui si riferiva era a pagamento e non volevo deludere il lettore, oppure mi avvertono di cambiare in corsa una data sbagliata, magari il solito 2020 che diventa 2021 e viceversa. Sono loro molto grato per quest’opera di controllo che vista la mole di letture cui sono quotidianamente costretto, le centinaia di dati da vagliare dall’alba al tramonto e molto oltre, il tempo tiranno della scrittura, mi è quasi impossibile svolgere da solo, senza dovermi arrendere a qualche banale errore che se anche non scalfisce il senso del discorso, diventa il territorio delle zecche. Ma questo da un certo punto di vista mi provoca anche rabbia, non certo verso i miei correttori, ma per il fatto che chi non partecipa all’isteria di massa si deve sempre giustificare di fronte a un sinedrio di mentitori e di troll la cui unica forza è avere il potere di pervadere ogni ambiente con le loro assurdità pandemico devozionali oppure con il loro scetticismo fasullo di fronte a qualsiasi tentativo di chiarezza: è straordinario vedere quanti tipi di diversi di omm’e niente ci siano e aspettano che un futuro Sciascia li classifichi. Io e naturalmente tutti quelli che tentano di arginare questa follia devono elencare con precisione qualsiasi ricerca o riferimento, mentre la Rai può permettersi di dire – faccio solo un esempio – che la variante Delta è più pericolosa, informazione che è semplicemente falsa, che non deriva da nulla se non da una tesi di comodo per giustificare con una stronzata qualunque le pessime soprese dei vaccini sperimentali: chi lo dice e dove, dopo quale ricerca? Nessuno, è solo una voce che aleggia sopra l’acqua sporca del mainstream.

Non so quante volte in questo anno e mezzo o ho sognato che prima o poi si potesse portare alla sbarra questa gente senza dignità e obbligarla a rispondere sul perché non abbiamo mai controllato una sola notizia, perché non abbiano dato le cifre reali pure disponibili, perché abbiano continuato a riferire ossessivamente i numeri della positività quando gli strumenti diagnostici con i quali la si ricava sono stati destituiti di ogni credibilità, perché abbiano dato un credito pressoché incondizionato all’autorità anche quando diceva cose palesemente impossibili o contradittorie o non aveva la competenza e nemmeno l’intelligenza per farlo. Non è che dietro ogni camice bianco si nasconda un genio o una persona onesta e competente, anzi le tre cose assieme sono quasi impossibili da trovare. Purtroppo è solo un sogno nessuno sarà accusato delle colpe che effettivamente ha, tutti fingeranno di aver ubbidito agli ordini di servizio tanto per parafrasare una celebre giustificazione o meglio tutti fingeranno di essere stati ubbidienti in vista del bene comune, quando proprio l’eccessiva ubbidienza lo ha messo a rischio per un lungo periodo di tempo.

Inventarsi i vestiti nuovi dell’imperatore non costa nulla, non ha bisogno di alcuna prova ma chi invece vede il corpo nudo dell’autocrate è costretto a una continua giustificazione che rappresenta . per l’appunto l’inversione di realtà nella quale la menzogna è valida di per sé purché ripetuta e la verità ha invece bisogno di continue pezze d’appoggio. Proprio questo che mi dà fastidio visto che rappresenta un grado di caduta antropologica insospettabile nella sua improvvisa gravità.

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