L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 giugno 2021

La narrazione televisiva ci dice il contrario di quello che è

Quali risultati dal G7? Bilancio (amaro) del vertice

14 Giugno 2021 - 16:02

G7: successo o fallimento? Risultati deboli e bilancio amaro dal vertice di Cornovaglia secondo alcuni esperti. I motivi della delusione.


Il G7 continua a far discutere, soprattutto per la presa di posizione USA contro la Cina.

Ma quali decisioni reali sono state prese dal vertice e quale bilancio poter sintetizzare?

Risultati insoddisfacenti per alcuni analisti sono arrivati dalla Cornovaglia: perché il G7 ha in parte deluso.

Bilancio G7: quali risultati dal vertice? Aria di delusione, i motivi

Una dichiarazione di intenti in cui spicca il monito alla Cina sui diritti umani e condivisione delle sfide globali: se così si può riassumere il vertice in Cornovaglia dei leader del mondo, allora per alcuni osservatori ed analisti, l’evento è stato un vero fallimento.

Si respira aria di delusione, perchè?

Dopo essersi incontrati nella località costiera inglese di Carbis Bay in Cornovaglia, i leader hanno promesso di garantire 1 miliardo di dosi di vaccino in più nei prossimi 12 mesi, direttamente o tramite l’organizzazione COVAX dell’OMS.

Il comunicato ufficiale ha anche invitato la Cina “a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare in relazione allo Xinjiang e a quei diritti, libertà e alto grado di autonomia per Hong Kong sanciti dalla Dichiarazione congiunta sino-britannica e dalla Legge fondamentale”.

Il G7 si è impegnato ad azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050, promettendo di eliminare la maggior parte dell’energia dal carbone.

Ha inoltre sostenuto una tassa minima di almeno il 15% sulle grandi multinazionali per impedire alle aziende di utilizzare i paradisi fiscali per evitare le tasse, un’iniziativa guidata dagli Stati Uniti.

Tanta carne al fuoco? No, secondo alcuni commenti. I critici dicono che le promesse non erano nuove, mancavano di dettagli e alcune erano chiaramente insufficienti.

Il comunicato del G7, per esempio, non ha previsto un impegno dettagliato Paese per Paese o un calendario per agire sulla campagna di vaccinazione globale.

Troppa vaghezza e poca sostanza, quindi, se non nella chiara politica anti-Cina degli USA di Biden (che non fa impazzire l’Europa).

Nessuna novità sugli obiettivi green

I leader del Gruppo dei Sette non hanno nemmeno stabilito misure concrete per limitare il riscaldamento globale, un risultato che è di cattivo auspicio per i negoziati chiave sul clima entro la fine dell’anno.

Nonostante l’impegno USA sul tema, non scontato vista l’avversione mostrata da Trump, il comunicato finale non ha espresso impegni fermi per stoppare l’uso del carbone, raccogliere fondi per aiutare i Paesi in via di sviluppo e abbandonare le auto inquinanti.

Un bilancio non soddisfacente, secondo alcuni, è stato redatto dal G7 in Cornovaglia.

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