L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 giugno 2021

La politica vuole tagliare le unghie alle multinazionali digitali

Approvate le leggi antitrust contro le big tech (update)



Digital economy
Cinque delle sei proposte di legge antitrust contro le big tech sono state approvate dalla Commissione Giustizia, nonostante l'attività di lobbying.

Anche se i lavori sono stati rallentati dalle pressanti attività di lobbying, la Commissione Giustizia della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato cinque delle sei proposte di legge antitrust presentate la scorsa settimana. La sesta proposta (State Antitrust Enforcement Venue Act), presentata all'inizio di maggio, evita che il trasferimento di un caso da un tribunale all'altro avvenga in ritardo e con costi maggiori.

Approvazione bipartisan: big tech temono il peggio

La discussione è iniziata mercoledì mattina ed è proseguita per quasi 20 ore. Lo scopo delle sei proposte di legge è vietare alle big tech l'uso di condotte anticoncorrenziali che avvantaggiano i loro prodotti e servizi, danneggiando le altre aziende. Contrariamente a quanto ipotizzato finora, durante il dibattito in aula è stato sottolineato che quattro proposte di legge riguardano anche Microsoft, oltre che Amazon, Apple, Facebook e Google, in quanto soddisfa i parametri specificati (capitalizzazione di mercato di almeno 600 miliardi di dollari, almeno 50 milioni di utenti attivi al mese e almeno 100.000 utenti business al mese).

Secondo Bloomberg sono state esaminate e approvate cinque proposte di legge. L'ultima da approvare è anche la più pericolosa per le big tech, ovvero quella denominata Ending Platform Monopolies Act, in quanto prevede la promozione della concorrenza attraverso l'eliminazione dei conflitti di interesse. Ciò significa che le aziende non possono utilizzare la loro posizione dominante per ostacolare i rivali. Amazon dovrebbe, ad esempio, vendere la divisione dei servizi logistici, mentre Apple dovrebbe consentire l'installazione delle app da store alternativi.

Ovviamente le sei proposte diventeranno leggi solo dopo l'approvazione del Senato. Ma il fatto che ci sia un'intesa bipartisan (Democratici e Repubblicani) dovrebbe rappresentare un “pericolo” per le big tech.

Aggiornamento (25/06/2021): anche la sesta proposta di legge è stata approvata. L'elenco completo è disponibile sul sito della Commissione Giustizia. Ora dovranno essere approvate dalla Camera dei rappresentanti e successivamente dal Senato.

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