L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 giugno 2021

L'Ivermectina funziona le continue conferme. Mentre la narrazione dell'influenza covid vuole imporre solo i vaccini sperimentali

Argentina, anche qui l’Ivermectina martire di Big Pharma fa miracoli



Forse è persino inutile dirlo stando dentro un meccanismo completamente folle che vede solo vaccini e confinamenti e che forse si sta rivelando un incubo persino a se stesso o comunque ad aree complici che non si sono rese conto di quale delitto si voleva compiere. Forse è inutile ma lo dico lo stesso: anche in Argentina l’ivermectina ha mostrato la sua grande efficacia che è proporzionale alla guerra senza quartiere che Big Pharma e i governi del terrore le stanno facendo come dimostra il diagramma qui sotto:


:le linee mostrano il numero dei morti di covid o di presunto Covid ogni 100 mila abitanti: sono circa 1,4 a Buenos Aires e la sua provincia ( linea rossa e blu) in aumento nonostante le vaccinazioni (o forse proprio a causa di quelle), ma scendono allo 0,5 nelle province (Corrientes, La Pampa, Misiones, Tucumán e Salta cui si riferisce la linea nera) .che a gennaio hanno approvato l’uso dell’ ivermectina come farmaco di intervento precoce o anche di emergenza aumentando le dosi. La linea grigia indica il resto del Paese e che rappresenta sostanzialmente una media.

Del resto anche in Argentina è stato condotto un studio . che mostra la relazione tra la concentrazione di ivermectina nel corpo e la diminuzione della carica di SARS-CoV-2: evidenziando l’effetto antivirale di questo farmaco ad alte dosi negli adulti con COVID-19 anche nelle sua fase avanzata. Il lavoro pubblicato anche su Lancet mostra che l’uso di ivermectina in dosi elevate si traduce in una significativa riduzione della carica virale nelle secrezioni nasofaringee di individui malati. Questi risultati sono stati confermati in altri studi condotti in tutto il mondo che mostrano come questo farmaco contribuisca fortemente allo sviluppo clinico favorevole del Covid-19 anche in pazienti con gravi patologie concomitanti.

Nonostante che queste prove ormai siano una montagna ci si ostina a non voler prendere in considerazione questo farmaco come del resto qualsiasi altro (vedi idrossiclorochina) con il pretesto di presunti effetti collaterali che guarda caso non esistevano prima del Covid tanto che ne sono state somministrate miliardi di dosi per molti anni senza nessun problema noto. E infatti i problemi sono nati quando si è cominciato a temere che farmaci di cui sono già scaduti i brevetti dunque di basso costo potessero mettere i bastoni fra le ruote ai vaccini.

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