L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 giugno 2021

Nessun lamento per le decine e decine di basi militari Statunitensi e Nato sul nostro territorio

Ddl Zan. Bagno di sangue in vista?

 «Ma chi caz* ha concordato il Concordato?». E ancora: «Voi avete concordato qualcosa? Ma poi non avevamo concordato, amici del Vaticano, che ci davate delle tasse arretrate sugli immobili? L’Unione Europea ha stimato cinque miliardini, forse di più…ma in realtà non si sa perché avete perso il conto degli immobili: ne avete troppi. Magari dateci quei soldini: ci servono per far andare avanti il paese. Poi potete venire a rompere le palline sulle leggi italiane, no? Sarebbe carino…».

Un gigante dello spirito contro la Chiesa cattolica: Fedez  l’influencer  “ggiovane” e i suoi potenti  argomenti polemici   a difesa del  ddl ZAn,  che dà  agli LGBT militanti le libertà di togliere la libertà   di espressione, di pensiero di esprimere la propria fede a chi non è d’accordo con loro.

 

Ma non vi illudete:  la rabbia di Fedez, resa cementizia dall’ignoranza invincibokle e sicura di sé  –   è condivisa – ammesso che ne abbiano informazione  – dai milioni di  “ggiovani”   che  lo imitano, che cercano di essere come lui i suoi tatuaggi e le sue scarpe dozzinali da 400 euro; sono questi stessi giovani che  si sono agglomerati a farsi punturare per andare di nuovo nelle balere, sono i neoprimitivi senza alcuna nozione di Concordato,, che dico? di cosa sia   il cattolicesimo,  la fede dei padri,  e di come la identità italiana ne sia incarnata e intessuta e saturata. Loro, non hanno alcuna identità: non sono un popolo ma una popolazione zoologica. Questi vivono nel presente assoluto dei neo-primitivi senza cultura, anzi senza istruzione.  Vivono nella civiltà come i selvaggi nella foresta primordiale, cogliendone i frutti (sempre più scarsi, perché il Grand Reset  ha deciso:  le masse sono  superflue) e adusi a consumi sempre più dozzinali, standard –  e conformisti fino all’inverosimile.  Sono loro i “barbari verticali” che non abbiamo civilizzato  -e  la Chiesa progressista ne porta pesanti responsabilità. Nel Covid,  è scomparsa dalla scena pubblica, s’è fatta piccola e tremebonda davanti alla “pandemia” e alla sua impostura di distruzione eccconomica: risultato, il  70 per cento inn meno di presenza nelle Messe domenicali.

Ora, questi ggiovani da balera e da puntura sono facili da aizzare contro il “nemico” fornito dai  media, radicalizzanti tutti   e sventolanti  lo stendardo arcobaleno. Il partito radicale –  che nella rssegna stampa  cita sempre fra i preferiti L’Avvenire e L’Osservatore Romano, da quando ‘è Bergoglio –    ha sferrato un attacco contro  la richiesta vaticana di rivedere il ddl Zan:  “pretestuosa”,  l’ha bollata. E’ un segnale da non sottovalutare: non sono disposti ad addolcire  gli eccessi del decreto; vogliono la resa totale – e totalitaria  – al pensiero unico trans-genere.   Sostituire le virtù cristiane con i “virtue signaling”, al rito i loro riti di inginocchiamento e feste trans….Non  vogliono  a consentire la libertà d’opinione e di espressione   ad altri che non siano loro  – ed  abbattere la libertà di culto (quel che ne resta), ossia vietarlo come delitto,   è il loro scopo reale  finale.

Siamo in stato d’eccezione permanente;  il regime si è  prolungato  lo “stato d’emergenza” fino al 21 dicembre.  Si tratta tecnicamente di Putsch  Sono calpestati sotto i nostri occhi molti diritti costituzionali  essenziali, financo la libera circolazione  nel paese e il diritto ad esercitare la propria volontà eventualmente negativa  nella puntura mRNA  e discuterne gli effetti avversi gravissimi;  il pensiero  unico totalitariamente  già  occupa le tv e i media, e già bolla le   sentire voci  in dissenso come reati, colpe  senza diritto di espressione.

Inoltre c’è  una gran voglia di sangue, sotto sotto, in questa gioventù passivizzata e conforme e sempre più compressa e immiserita; basta indicarle un nemico e si scatena. Sarà  un bagno di sangue, temo; dalla guardia ai negazionisti della mascherina   la si addestra facilmente a diventare la polizia anti-cristiana. La psicopolizia arcobaleno farà sembrare  il KGB  una istituzione di larghe vedute.

Anche la forma diplomatica – che il Vaticano  ha rispettato  con civiltà ed educazione  – è stata violata dal regime, come scrive  Aurelio  Armellini su L’Antidiplomatico:

Nella nota consegnata da monsignor Paul Richard Gallagher all’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, giovedì scorso, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Incontro “Faith and Science: Towards COP26”, la Segreteria di Stato pontificia ha sostenuto che tale legge violerebbe “l’accordo di revisione del Concordato”. […]  Si chiedeva la segretezza da parte del Vaticano, che è stata violata, aprendo un altro fronte di domande su cui magari torneremo perché molto significativa come evidenzia Michele Arnese.

…. intanto, reazioni isteriche e scomposte di tutti quei media, politici, influencer, scandalizzati (PENSATE UN PO’!) per l’ingerenza di un altro Stato sulla sovrana Repubblica italiana. Ah per la cronaca:  sono esattamente gli stessi che si inchinano al vincolo esterno della Nato, dell’Ue e della zona euro ogni giorno.

(Ed hanno òleccato lo stesso giorno le suole alla Ursula, venuta a concerderci soldi nostri  inchiodandoci mani e piedi a Bruxelles e ai suoi apparati di tortura….)

Enrico Letta – segretario di quel Partito espressione massima del vincolo esterno – “chiede” alla nazionale italiana di calcio di inginocchiarsi (tutta) alla dittatura del pensiero unico. Con le “quinte colonne del colonialismo americano e del neocapitalismo globalista” in azione in questo modo, il cappio della Nato, dell’Ue e del “concordato con Amazon” è sempre più stretto”

 

 

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