L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 30 giugno 2021

Niente test sierologici ai vaccinati perchè si potrebbe evidenziare la mancanza di anticorpi che i vaccini sperimentali avrebbero dovuto produrre

pandemia, vaccini

Tv tedesca, i dipendenti rifiutano il vaccino. Dramma della narrazione pandemica


 

Date: 29 Giugno 2021Author: ilsimplicissimus 

Come sono sinceri quelli che ci informano, che da un anno e mezzo narrano luttuosamente della pandemia e che da sei non perdono nemmeno un minuto per spingere la mandria umana verso i vaccini, nonostante il pericolo immediato evidenziato dalla valanga di reazioni avverse e di decessi, nonostante l’alea futura e l’ efficacia così scarsa che persino la Fda ha dovuto sconsigliare i test sierologici dopo vaccino perché non venga fuori che in moltissimi vaccinati non esistono o quasi anticorpi. Ma non importa, le cupole informative non fanno altro che reggere il moccolo di Big Pharma con una rigidità e inflessibilità da far paura. Tuttavia una cosa è spingere gli altri verso la puntura con la falsa promessa che così torneranno in liberà, un’latra cosa è comportarsi di conseguenza e farsi vaccinare. Da un anno e mezzo la WDR, ovvero la Westdeutscher Rundfunk, televisione pubblica della parte occidentale della Germania, collegata al primo canale ARD, non fa altro che predicare morte e salvezza, modulando il messaggio sulle necessità governative sia locali che centrali. Ma ecco che per ironia della sorte proprio i dipendenti non hanno la minima intenzione di farsi vaccinare.

Dopo la chiamata al vaccino fatta dalla direzione dell’emittente solo 400 persone su un totale di 6500 dipendenti a tempo indeterminato e collaboratori ha accettato di bere dal calice dal sacro Graal vaccinale, appena su 16 e questo nonostante l’insistente battage sulla variante delta, ultima idiozia del circo pandemico. Ma naturalmente gli artisti del circo, quelli che montando il tendone sono perplessi: sanno molto bene quale valore abbiano le cazzate che dicono tutti i giorni. E infatti mentre il 52 per cento della popolazione tedesca si è fatta almeno una iniezione, solo il 6,5 per cento di quelli che informano sulle vaccinazioni vuole farsi la puntura. Naturalmente la direzione del canale ha tentato di mostrare che esisteva invece una forte richiesta di vaccinazione aziendale perché è fin troppo ovvio che la faccenda è piuttosto imbarazzante.

Adesso si dovrà vedere se l’emittente passerà alle minacce di licenziamento o ad altre forme di pressione per convincere i suoi dipendenti ad accorrere numerosi al centro vaccinale, ma trattandosi di un a televisione, di uno di quei punti da cui viene diffuso il sottile veleno della paura il timore è che alla fine un piccolo gruppo di incazzati possa portare scompiglio nel messaggio pandemico fino ad ora così ben concertato. Si vedrà, ma di certo il sistema dell’informazione è stato sgamato nella sua falsità di fondo.

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