L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 giugno 2021

Russia e Cina possono giocare "un ruolo stabilizzatore negli affari mondiali". L'Occidente non ha ne vuole concedere niente alla Russia e alla Cina e queste nazioni ne sono pienamente consapevoli

Il nuovo Patto tra Cina e Russia che sfida l'Occidente

Rinnovato il trattato tra i due Paesi. Xi Jinping: "Non importa quanti ostacoli debbano essere superati, Cina e Russia continueranno a unire i loro sforzi e ad andare avanti con determinazione"

aggiornato alle 14:2128 giugno 2021

© ALEXEY NIKOLSKY / SPUTNIK / AFP - Xi Jinping e Vladimir Putin collegati in videoconferenza

AGI - Russia e Cina hanno esteso il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione e si pongono come un esempio di "un nuovo tipo di relazioni internazionali" in un momento di "cambiamenti turbolenti" nello scenario globale. Con questo messaggio, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, Mosca e Pechino sanciscono un nuovo capitolo dei loro legami che le porta sempre più lontano dall'Occidente, a poche ore dal G20 dei ministri degli Esteri di Matera, che vedrà la partecipazione del capo della diplomazia di Pechino, Wang Yi, solo in collegamento video.

Il trattato rinnovato oggi da Xi e dal presidente russo, Vladimir Putin, "è una pratica vivida per costruire un nuovo tipo di relazioni internazionali", ha commentato il leader cinese e "non importa quanti ostacoli debbano essere superati, Cina e Russia continueranno a unire i loro sforzi e ad andare avanti con determinazione".

L'accordo, ha sottolineato Putin, è "un meccanismo a più livelli di coordinamento bilaterale che non ha analoghi nella pratica mondiale" e Russia e Cina possono giocare "un ruolo stabilizzatore negli affari mondiali", secondo il capo del Cremlino, che ha citato, in particolare, i dossier aperti della penisola coreana, della Siria, dell'Afghanistan e dell'accordo sul nucleare iraniano.

© DMITRI LOVETSKY / POOL / AFPXi Jinping e Vladimir Putin

Il mondo attuale sta entrando in un periodo di "turbolenti cambiamenti" e di "molteplici crisi", ha proseguito Xi: Cina e Russia insieme possono dare "energia positiva" alla comunità internazionale e dare l'esempio di "un nuovo tipo di relazioni".

Il video-summit di oggi è stato il secondo in poco più di un mese tra i due capi di Stato - che il mese scorso si erano parlati in occasione dell'inaugurazione di un progetto di cooperazione nel campo dell'energia nucleare - e segna un'ulteriore tappa nel percorso di avvicinamento di Russia e Cina, i cui legami sono "a un livello senza precedenti", ha detto Putin.

L'estensione del trattato firmato nel 2001 tra Mosca e Pechino giunge a pochi giorni dal fallimento del tentativo di un summit tra Unione Europea e Russia, e a poche settimane dalle forti critiche del G7 e della Nato alla Cina. In un contesto di rapporti sempre più complicati con l'Occidente, l'intesa tra Mosca e Pechino è apparsa rinsaldarsi già da marzo scorso, quando a Guilin i ministri degli Esteri dei due Paesi avevano manifestato il loro malcontento rispetto alle sanzioni imposte dall'Occidente (Ue, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada) alla Cina per le violazioni dei diritti umani ai danni dell'etnia uigura, arrivando anche a immaginare, come ipotizzato dal capo della diplomazia di Mosca, Sergei Lavrov, una riduzione della dipendenza dal dollaro contro le sanzioni imposte dagli Usa.

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