L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 giugno 2021

Se i redditi diminuiscono si impoverisce la DOMANDA e l'OFFERTA per essere piazzata deve diminuire, non ha mercato. I prezzi delle materie prime aumentate sono una fiammata che non possono riversarsi su un mercato asfittico, ciao ciao inflazione. La grande finanza sui bitcoin sta creando una grande trappola per i gonzi, attenti ai risparmi!

INFLAZIONE… IL TEMPO STA PER SCADERE!

Scritto il 31 Maggio 2021 alle 09:15 da icebergfinanza

Venerdì Biden ha presentato il suo nuovo piano a favore della classe media, l’ennesimo specchietto per le allodole…

Confesso di sentirmi a disagio, perché non ha fatto altro che ripetere le cose che sostengo da 14 anni, con la differenza che i democratici, non sono altro che dei falsi democristiani, gente che ha fatto finta da decenni di sostenere la classe media, mentre faceva l’amore con il capitale, ipocriti sino al midollo, per non parlare del nostro Paese.

“Non voglio punire nessuno, non ho nulla contro Wall Street o contro chi guadagna milioni…ma non è Wall Street che ha costruito questo paese. Gli Stati Uniti sono stati costruiti dalla classe media e la classe media è stata costruita dai sindacati”

Dai sindacati, ci sarebbe da ridere per secoli, ma proseguiamo!

Biden ha sottolineato come i consistenti tagli di tasse di cui hanno beneficiato in questi anni le grandi aziende non abbiano apportato nessun beneficio alla capacità economica del paese. Tra il 2010 e il 2020 “hanno realizzato 1000 miliardi di dollari di profitti” ha detto il presidente spiegando però anche dove sono finiti questi soldi. Il 56% è stato usato per ricomprare le proprie azioni (i cosiddetti buyback), un modo per far salire artificiosamente le quotazioni dei titoli e quindi anche il valore delle stock options che compongono, esentasse o quasi, una buona parte dei super stipendi dei top manager. Un altro 38% è finito in dividendi. Appena l’8% dei profitti è stato destinato a stipendi della forza lavoro e ricerca e sviluppo.

Solo 8 % è stato destinato ai salari, o meglio meno della metà e c’è ancora in giro qualche burlone che ha paura dell’inflazione, roba da matti!

Le parole del presidente hanno già provocato i primi nervosismi a Wall Street. Il numero uno di Ip Morgan Jamie Dimon (31 milioni di dollari di stipendio nel 2020) ha criticato i piani di Biden definendoli pericolosi in quanto causerebbero “una fuga di cervelli e di capitali dal paese”

Una volta c’era la mano di dio, Goldman Sachs, ora abbiamo il demonio in persona che dall’alto della sua impunità, definisce pericoloso redistribuire il reddito.

Sino a che gente come Dimon, i banchieri, soprattutto quelli centrali continueranno a dettare legge, non ci sarà giustizia, in Italia poi, li lodano, li sostengono, li fanno pure presidenti della repubblica.

A tempo debito dirò tutto quello che c’è da dire su quello che sta accadendo sulla scena politica italiana a tempo debito!

Ma veniamo a quello che ora interessa a noi, ovvero a guerra dichiarata a Wall Street a partire dalla tassazione retroattiva di tutti i profitti con un aumento sulle plusvalenze al 43,4% dal 23,8% per le famiglie con reddito superiore a 1 milione di dollari.

Vuole anche rendere retroattivo l’aumento e forzare la realizzazione delle plusvalenze anche in caso di morte. Tanto per cambiare l’associazione a delinquere di Wall Street, I leader delle sei maggiori banche statunitensi, giovedì, hanno testimoniato al Congresso mettendo in guardia contro un cambiamento retroattivo.

Biden vuole renderlo retroattivo in modo che i milionari non possano accelerare i guadagni ora. E vuole rendere i guadagni tassabili alla morte per impedire agli eredi di tenere.

Sono curioso di sapere come andrà a finire, ci sarà da divertirsi!

Venerdì sono usciti alcuni dati davvero interessanti, subito le oche dell’inflazione hanno iniziato a strombazzare…


La cosa interessante è che i bond vigilantes non hanno mosso un dito al punto che qualcuno suggerisce che la narrazione sulla reflazione è ormai ampiamente scontata dal mercato, come vedremo nel prossimo Machiavelli, probabilmente la nuova linea maginot non verrà mai più risuperata…

L’inflazione PCE core sopra le attese al +3.1% su base annuale, come non si vedeva da 30 anni, ma era già tutto scontato, peccato che in pochi hanno visto il diavolo nei dettagli…

Il reddito personale è diminuito di 3,21 trilioni di dollari (13,1%) ad aprile secondo le stime pubblicate oggi dal Bureau of Economic Analysis. Il reddito personale disponibile (DPI) è diminuito di $ 3,22 trilioni (14,6 percento) e le spese per consumi personali (PCE) sono aumentate di $ 80,3 miliardi (0,5 percento) .

L’indice dei prezzi PCE di aprile è aumentato del 3,6% su base annua e l’indice dei prezzi PCE di aprile, esclusi alimentari ed energia, è aumentato del 3,1% su base annua.

Il parole povere la festa è ormai finita, crollano redditi e risparmi e l’inflazione come vedremo sparirà come nebbiolina al sole.


I pagamenti dei trasferimenti governativi sono diminuiti drasticamente ad aprile rispetto a marzo. La maggior parte dell’aumento dei trasferimenti – rispetto ai livelli precedenti la crisi – proviene dall’assicurazione contro la disoccupazione e da altri sussidi (include i pagamenti diretti).

Tuttavia, i redditi sono crollati del 13,1% su base mensile e la spesa aumentata solo dello 0,5% su base mensile dopo che i sussidi si sono esauriti. Il risparmio, si quello che tutti vedevano come fonte di inflazione è collassato!

Il buffer dei consumatori è quasi sparito, il tasso di risparmio personale scende del 50% mentre gli americani fanno ciò che sanno fare meglio: spendere i propri risparmi.

Quindi, i prezzi stanno aumentando al ritmo più veloce in quasi 30 anni e i redditi sono appena crollati ben oltre, lascio a Voi le conclusioni.

Non solo, i prezzi alla produzione stanno aumentando a livelli che non si vedevano da decenni e la produzione inizia a crollare…


Non solo, crolla pure il sondaggio del Conference Board come riporta Zero Hedge, sul sentiment dei consumatori da 88,3 a 82,9 Anche l’indice attuale e quello delle aspettative sono crollati, e tutti sono ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemia…


Fonte: Bloomberg

Anche le condizioni di acquisto sono precipitate…

Fonte: Bloomberg

E nessun calo è più significativo del crollo dell’ottimismo nell’acquisto di case (rispetto all’ottimismo record dei costruttori di case).

Fonte: Bloomberg

Voi ce li vedete i risparmiatori e consumatori in preda al panico precipitarsi nei negozi a comprare per paura dell’inflazione?

Ne abbiamo già parlato nell’ultimo Machiavelli, ma ce lo ricorda anche Albert Edwards…

“In aggiunta a ciò, l’osservazione da parte degli investitori che i prezzi delle materie prime industriali stanno aumentando serve solo a riaffermare la loro convinzione sulla forza ciclica e sull’aumento dell’inflazione, in particolare ‘Dr. Rame.” Molti investitori considerano il rame estremamente sensibile alle condizioni economiche.

La natura circolare, o come la definisce George Soros, “riflessiva” dei mercati finanziari li rende estremamente vulnerabili a essere colpiti da un colpo di frusta. Tuttavia, a causa dell’attuale momento estremo, ci vorrebbe un peso molto elevato di prove per convincere questo mercato a invertire la direzione.

Continuiamo a sottolineare che i prezzi delle materie prime sono ad alto rischio di una forte inversione di tendenza a causa del forte calo del Credit Impulse cinese. Lo abbiamo già evidenziato in precedenza e non siamo soli. Julien Bittel di Pictet Asset Management ha pubblicato il seguente grafico.”


“Quando i prezzi delle materie prime iniziano a scendere, aspettati un’importante inversione del sentimento di inflazione. Inoltre, aspettati che lo slancio diventi auto-rinforzante e riflessivo durante la discesa proprio come lo era durante la salita “.

In estate ci sarà davvero da divertirsi!

Oggi America in festa per il Memorial Day, ma settimana davvero interessante che ci attende con i dati sull’occupazione e sul settore manifatturiero e terziario.

Prima di chiudere c’è una rima dal profondo della storia, direttamente dalla Grande Depressione del ’29 che riguarda i bitcoin e le attuali pressioni da parte di alcuni fondi e prima o poi di politici per metterli a disposizione di tutti, che il popolo bue vi possa investire.

Recentemente Fidelity Investments e SkyBridge Capital hanno chiesto alla SEC, il regolatore americano, spesso la bella addormentata nel bosco di Wall Street, il via libera al primo ETF americano incentrato sulle criptovalute.

Se ne sta discutendo anche nel mondo politico, con Elisabeth Warren…

“Il nostro Paese ha bisogno di approfondire come gestire la criptovaluta prima che vengano introdotte normative”, ha detto in un’intervista la senatrice Elizabeth Warren, membro del Comitato bancario. “Le selvagge oscillazioni dei prezzi delle criptovalute suonano un allarme che ogni regolatore sente”.

Un piccolo passo indietro, tratto dal nostro libro…

In quegli anni nacquero anche i primi grandi fondi di investimento, gli investment trust, gestiti da «professionisti» dell’investimento e della speculazione. A un certo punto,
questi fondi vennero persino ammessi direttamente alle contrattazioni, benché la loro strategia restasse un mistero (gli investment trust assumono oggi il nome di hedge
fund, meraviglie accessibili solo ai grandi capitali, che le banche centrali, negli ultimi anni, non hanno mai mancato di lodare come importanti stabilizzatori dei mercati ed
erogatori di liquidità).

John J. Raskob, presidente del comitato nazionale democratico, si rammaricò che non tutti potessero partecipare ai guadagni di questi nuovi strumenti di progresso
finanziario. Era il tempo del tutto e subito, del breve termine, nessuno era disposto ad aspettare anni per diventare ricco e qualcuno pensò bene di offrire questa possibilità a coloro che non avrebbero mai potuto accarezzare il
sogno.

L’idea era come sempre semplicemente diabolica: quello che non si ha, lo si procura ipotecando il futuro. Liberty: questo era il nome del sogno, il nome di uno di questi fondi. Bastava anticipare due quinti della quota e i restanti tre quinti sarebbero stati forniti da una finanziaria creata ad hoc, che contro deposito delle azioni avrebbe fornito il capitale da restituire con calma nel corso degli anni d’oro che si profilavano all’orizzonte.

Come disse Walter Bagehot, «tutte le persone toccano il massimo della credulità quando sono al massimo della felicità»

Spettacolare fu, in particolare, la crescita della Goldman Sachs & C. che, una volta entrata nel business degli investment trust, nello spazio di pochi mesi mise in piedi un formidabile castello di carta, favorito dalla creazione continua di nuovi investment trust. Dopo aver sottoscritto il 10% della propria emissione, la Goldman Sachs piazzò al pubblico il restante 90% al prezzo di 104 dollari per azione, che di lì a poco sarebbero sostanzialmente spariti, dal momento che il valore delle azioni scese a un dollaro. Quel dollaro rappresentava la nemesi di un sogno infranto.

Uno spettacolo che deve ancora iniziare!

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