L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 giugno 2021

Si aprono continue falle nella Bolla della Narrazione sull'influenza covid e sui Vaccini Sperimentali

Il Wall Street Journal: vaccini sotto accusa, sottovalutati i rischi



Da tempo pare che una discussione scientifica non sia più possibile senza censure o ricatti o addirittura persecuzioni giudiziarie ed ecco perché appare sorprendente che sul Wall Street Journal sia apparso un articolo dei professori Harvey A. Risch (Yale) e Joseph A. Ladapo (UCLA) i quali mettono finalmente in discussione apertamente i benefici dei vaccini. I due autori pensano anche che sia imminente un cambiamento di narrazione visto che un numero crescente di scienziati comincia ad esprimere preoccupazione per il fatto che i rischi dei vaccini Covid-19 siano stati sottovalutati e le giuste preoccupazioni per vaccini sperimentali spinte ai margini del dibattito scientifico.

Il database VAERS che in Usa raccoglie le segnalazioni sugli effetti avversi e letali dei vaccini contiene un gran numero di tali eventi verificatisi immediatamente dopo la vaccinazione e gli autori dell’articolo trovano preoccupante il silenzio su questi potenziali segnali di danno, perché riflette una politica sui vaccini assolutamente folle. Vanno menzionati in particolare quattro eventi avversi gravi: basso numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia); miocardite non infettiva o infiammazione del cuore, specialmente nei soggetti di età inferiore ai 30 anni; trombosi venosa profonda; e morte. Inoltre secondo ricerche precedenti si sa che viene segnalata solo una piccola frazione degli eventi avversi, quindi è quasi certo che il numero effettivo di casi sia molto più elevato. In considerazione di ciò Risch e Ladapo fanno alcune considerazioni che fino a ieri erano decisamente complottiste e negazioniste secondo le capre giornalaie e i “faccecchieri” da quattro soldi e le voglio mettere in rilievo sia perché l’articolo sul WSJ non è interamente leggibile se non ci si abbona, sia perché il fatto che finalmente si dicano certe cose su una importante testata del maistream significa che davvero qualcosa va cambiando:


” I rischi di un vaccino contro il Covid possono superare i benefici per alcune popolazioni a basso rischio, come bambini, giovani adulti e coloro che si sono ripresi dal Covid”.

” Stigmatizzare tali preoccupazioni è dannoso per l’integrità scientifica e potrebbe danneggiare i pazienti”.

“ Anche se non lo si sente dai funzionari della sanità pubblica, nessuno studio pubblicato ha dimostrato che i pazienti con una precedente infezione beneficino della vaccinazione contro il Covid-19. Che questo non sia prontamente riconosciuto dal CDC o da Anthony Fauci è un’indicazione di quanto profondamente la scienza sia impigliata nella politica”.

“ I funzionari sanitari stanno commettendo un errore e stanno mettendo a rischio la fiducia del pubblico non parlando apertamente della possibilità di danni da alcuni effetti collaterali dei vaccini. La fusione di partigianeria politica e scienza nell’affrontare una crisi di salute pubblica avrà profonde conseguenze”.

Quali saranno queste conseguenze non saprei dire, ma è fin troppo chiaro che l’assetto totalmente privatistico e rivolto esclusivamente al profitto assunto dalla filiera ricerca – sanità non è più né efficace, né credibile e che in futuro ci dovrà essere una netta distinzione tra controllori e controllati, che gli investimenti e i poteri pubblici nel settore sanitario dovranno tornare alla guida di questa giostra impazzita ammesso ch essi stessi non vengano risucchiati dentro il neo feudalesimo del grande reset. Di certo per la salute quella vera e dunque non solo fisica si dovrà lottare, perché la legge del profitto non regala mai guarigione, ma solo nuove malattie.

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