L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 giugno 2021

"Solo" 15.472 morti questo è il bottino dei vaccini sperimentali

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

Ultimi numeri sulla strage da vaccino: il bollettino arriva a 15. 472 morti



La strage continua imperterrita mentre infuria il volgare e stupido chiacchiericcio dell’informazione mainstream complice di una rapina di libertà per la quale ci sono migliaia di morti e di “feriti” se così si può dire: i vaccini stanno facendo una vera ecatombe che in parte viene nascosta ricattando il personale sanitario, affinché non segnali ma che comunque emerge terribile nei numeri di EudraVigilance e nella loro progressione per quanto riguarda l’Europa a 27: 10.570 morti al 17 maggio, 12.184 al 26 maggio, 13.967 l’8 giugno e 15.472 morti al 19 giugno, A questi bisogna aggiungere anche una marea di reazioni avverse che hanno colpito quasi 600. 000 di persone, reazioni di cui la metà gravi, ovvero che si concludono con la morte (già purtroppo conteggiata) oppure richiedono un ricovero ospedaliero, determinano un prolungamento di un’ospedalizzazione già in atto, provocano disabilità persistenti e significative. C’è un gruppo in Germania che periodicamente fa il conto della strage e la comunica ai pochi siti che hanno il coraggio di pubblicarla.

Ad ogni modo dall’insieme dei dati che è riassunto nella tabella qui sotto appare chiaro che Moderna ha il più alto numero di decessi rispetto a quello delle razioni avverse, mentre proprio AstraZeneca che è al centro del ciclone ha la minore incidenza .Nel mezzo Pfizer che viene sempre assolta, ma che sembra potenzialmente anche peggio deli altri.


Di fronte a questi numeri sarebbe finalmente ora di rinsavire e di prendere a calci nel sedere quei potenziali assassini che per miserabili interessi di smercio di derrate farmaceutiche si sono inventati i cocktail di vaccini dicendo che fanno bene, anzi meglio dei singoli vaccini e questo sulla base del nulla: sul cocktail sono infatti in corso tre diverse sperimentazioni non ancora concluse né tantomeno validate che in ogni caso interessano nel complesso un campione di 1200 persone, un numero statisticamente insignificante. Non è invece insignificante il fatto che quasi 600 mila persone abbiano avuto delle reazioni avverse e che il 2,62 per cento di esse ci abbia lasciato le penne, tanto più che questi numeri sono presumibilmente solo la punta di un iceberg assai più vasto e destinato ad accrescersi col tempo. E non è un caso se cominciano a levarsi voci anche autorevoli contro le campagne vaccinali, come può leggere in un altro post.

Per chi è interessato a farsi i conti questi sono i link che riportano i dati per ogni singolo vaccino: Pfizer, Moderna, AstraZeneca, J&J

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