L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 giugno 2021

Sospendere un lavoratore per non volere fare un vaccino sperimentale è ridicolo, ingiusto e illegale

Covid Calabria, l'Asp di Catanzaro sospende il primo medico che rifiuta il vaccino

Si tratta di un veterinario che aveva contatti con il pubblico. Tagliato lo stipendio: «Il diniego non è motivato da condizioni cliniche»

di Luana Costa 23 giugno 2021 14:29


Decorsi tre giorni dall'ultima comunicazione «alcune plausibile giusiticazione è pervenuta», così l'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha proceduto a sospendere un medico veterinario che non si era sottoposto a vaccinazione. Applica alla lettera il decreto legge 44/2021 la terna commissariale alla guida dell'Asp catanzarese e procede così alla prima sospensione dall'incarico di un dipendente "no vax". Nell'aprile scorso, infatti, il Governo aveva imposto l'obbligo vaccinale per tutti gli operatori che svolgono attività nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

La verifica

La delibera porta la data di ieri e precisa che già il 19 maggio il direttore del dipartimento Prevenzione aveva riscontrato - a precisa richiesta del responsabile del settore Gestione del Personale Convenzionato - la nota con la quale si rappresentava che «nelle unità operative dove presta servizio il medico veterinario, tutte le attività istituzionali implicano il contatto interpersonale. Per cui non è possibile adibire l'operatore a mansioni diverse, anche inferiori».

Il taglio dello stipendio

La procedura di verifica così prende formalmente il via il 21 maggio scorso con la comunicazione all'ordine professionale di appartenenza, al medico competente dell'Asp e al direttore del dipartimento Prevenzione: «in caso di mancato riscontro entro 5 giorni dal ricevimento della comunicazione di procedere alla sospensione dall'incarico con privazione della retribuzione o altro compenso o emolumento», sanzione mantenuta fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

Omissione

Tuttavia, entro cinque giorni dalla comunicazione «alcuna plausibile giustificazione è pervenuta». Secondo quanto riportato in delibera «l'omessa vaccinazione non è motivata da condizioni cliniche». In data 11 giugno, infine, l'accertamento dell'omissione essendo trascorsi i termini prescritti e la predisposizione degli atti propedeutici alla formalizzazione della sospensione, avvenuta con decorrenza immediata dalla pubblicazione dell'atto sull'albo pretorio aziendale.

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