L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 luglio 2021

Canone Rai tangente mafiosa di stato

Il canone dei miserabili



La politica italiana non si smentisce mai nella sua miserabile mediocrità, nei suoli mezzucci, nel suo canone inverso a qualsiasi buon governo. E infatti basta passare dal canone nel suo significato di insieme di regole per prassi opache e furbizie da teatro dei burattini a quello di balzello posto sul capo di tutti per “godere” della televisione per scoprire le miserie di questi esecutivi. Dapprima per evitare che chiunque evadesse il canone Rai anche perché magari non vedeva mai la televisione pubblica si decise che il pagamento dovesse riguardare il possesso non solo di un televisore, ma di un qualunque strumento o dispositivo in grado di ricevere trasmissioni e siccome i controlli sarebbero stati comunque onerosi si è deciso al tempo di Renzi di obbligare al pagamento sulla bolletta elettrica, così da equiparare la forza motrice e la luce alla Rai e la sue ombre, nonostante il fatto che la televisione pubblica dia spazi sempre più ampi alla pubblicità, tanto da essere ormai sulla medesima strada delle tv private e commerciali. Il criterio per cui tutti i cittadini debbano pagare comunque un’azienda di stato anche se non usufruiscono dei suoi servizi è una totale deformazione nella concezione della vita pubblica: si poteva considerare la Rai come un servizio universale quando era l’unica emettente, ma non ora che è una fra le tante e non si astiene di certo dalla futilità o dall’inganno volgarmente propagandistico. Anzi diciamolo pure è un doppione inutile visto che si tratta di una impresa occupata totalmente da partiti che sono a loro volta totalmente occupatati dai poteri economici. Difficilmente si potrebbe intravvedere qualche sostanziale differenza.

Ora però che i costi dell’energia subiscono un forte rialzo e la bolletta elettrica subirà un aumento del 9,9 per cento (ormai questi fanno come i supermercati) cioè del 10 per cento, il governo ha annunciato la volontà di scorporare il canone Rai in maniera da ridurre l’impatto della bolletta e non aumentare ancora l’esasperazione di un Paese che viene portato alla rovina. Anzi di più per non far scoprire agli italiani che saranno loro a dover pagare per intero lo spettacolo pandemico e quello parallelo del famoso recovery europeo. La scusa per questa operazione naturalmente viene addebitata a Bruxelles che secondo quanto affermato dai portavoce dell’esecutivo sarebbe l’Ue a considerare improprio il pagamento di una tassa televisiva in una bolletta che non c’entra nulla. Ma come al solito è una commediola delle parti: la commissione europea infatti non ebbe niente da dire quando l’operazione bolletta fu avviata ormai se anni fa. Perché non ha espresso allora le sue perplessità? Oppure la commissione ci mette anni a capire quello che chiunque capirebbe in pochi secondi? Finiamola con le balle: i motivi di questa decisione sono abbastanza evidenti e potrebbero essere apprezzabili solo se finalmente si mettesse fine al canone rai generalizzato e si tornasse agli abbonamenti veri, tanto più che ormai con i televisori interattivi la cosa non è più un problema. Ma ciò che è rivoltante è questo continuo tentativo di infinocchiare la gente e di nascondere dietro il velame delle chiacchiere i mezzucci trucibaldi per ottenere qualche consenso. Certo tutto questo è ben poca cosa di fronte agli inganni pandemici e tuttavia è è un segnale della qualità infima raggiunto dalla politica.

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