L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 luglio 2021

Chatcontrol la sorveglianza di massa sulle email

Chatcontrol, a rimetterci saranno le vittime di abusi

Zitto zitto, il Parlamento Europeo vara la sorveglianza di massa di tutte le email.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-07-2021]



Che l'intero Regolamento e tutto ciò che lo circonda stiano preparandosi a operare protetti da una sorta di oscurità ("con il favore delle tenebre" direbbe qualcuno) dovrebbe inoltre essere palese: quasi nessuno sta parlando di quanto è accaduto a Strasburgo, né ha sottolineato come di punto in bianco la sempre sbandierata norma sulla privacy europea sia di colpo aggirabile senza obiezioni.

«Tutte le nostre e-mail e messaggi privati saranno soggetti a sorveglianza di massa in tempo reale utilizzando macchine soggette a errori. Innumerevoli cittadini innocenti verranno sospettati di aver commesso un crimine; i minorenni vedranno i nudi da loro inviati privatamente cadere in mani sbagliate; le vittime di abusi perderanno canali sicuri per la consulenza. Questo regolamento stabilisce un terribile precedente» ha avvertito Patrick Breyer, uno dei deputati del Partito Pirata Europeo che si è opposto all'approvazione del Regolamento.

Un altro punto critico consiste infatti nella certezza che anche quelle comunicazioni che dovrebbero essere protette dal segreto professionale - con lo psicologo, l'avvocato, il medico - saranno scandagliate: se non si tratta di sorveglianza globale, manca davvero poco.

Breyer, poi, ricorda come l'86% delle segnalazioni generati dai sistemi automatici fino a oggi si è rivelato falso: investigatori hanno perso tempo prezioso a valutare foto innocenti di bambini in spiaggia solo perché l'algoritmo ha ritenuto che fosse materiale pedopornografico, sbagliando completamente. Ciò danneggia quindi anche le attività di indagine volte a scoprire gli abusi e i crimini reali nei confronti dei minori, che sono e restano una piaga da affrontare e sradicare, ma con sistemi efficaci.

A rendere ancora più assurdo il tutto c'è poi il fatto che l'intero Regolamento viene vanificato dal fatto che esso deve fermarsi davanti a quei sistemi che adoperano la crittografia end-to-end, rendendo impossibile l'intercettazione delle comunicazioni, e dunque l'analisi alla ricerca di materiale compromettente.

«I postini non aprono le lettere private per vedere se qualcuno stia inviando materiale illecito. La stessa regola dovrebbe valere online» aggiunge Marcel Kolaja, del Partito Pirata Ceco. «Inoltre, il controllo delle grandi piattaforme non farà altro che spingere i criminali a spostarsi verso piattaforme su cui il controllo delle chat sia impossibile dal punto di vista tecnico. Il risultato sarà che si ficcherà quotidianamente il naso nelle faccende di gente innocente, senza riuscire a individuare i criminali».

La Commissione, che ha già annunciato un successivo regolamento per rendere il controllo obbligatorio, però ha pensato anche a questo: vorrebbe che in futuro la sicurezza delle comunicazioni crittografate venisse limitata, introducendo delle backdoor che consentano ai provider di monitorare ciò che dovrebbe, in teoria, essere protetto. Il Regolamento triennale, insomma, serve solo a gettare le basi per una sorveglianza più estesa.

Dal punto di vista giuridico, tutto ciò è un disastro. Lo afferma Sophie in't Veld, eurodeputata, che ha avvertito: il Regolamento non reggerà a un esame da parte di un tribunale. I parlamentari ora sperano che la proposta venga migliorata in modo da eliminare ogni pericolo per la protezione dei dati.

Il Partito Pirata Europeo, dal canto proprio, ha già annunciato l'intenzione di adire le vie legali con l'appoggio proprio delle vittime di abusi, che secondo Patrick Breyer «vengono danneggiate in maniera particolare da questa sorveglianza di massa. Poter parlare liberamente degli abusi subiti e poter cercare aiuto in uno spazio sicuro è fondamentale per le vittime di violenza sessuale. Ciò può accadere solo se si può comunicare in sicurezza e in confidenza. Questi spazi sicuro stanno per scomparire, e le vittime non potranno più cercare aiuto e supporto».

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