L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 luglio 2021

Che dire pare che gli italiani non sono stupidi e il Passaporto dei vaccini sperimentali è solo una grande burla

"No green pass, basta dittatura sanitaria". È rivolta contro Mario Draghi e i virologi


Angela Barbieri 25 luglio 2021

Si sono dati appuntamento sui social e, alle 17.30, si sono riversati nelle piazze di oltre 80 città italiane, da Milano a Palermo, passando per Roma, al grido di «libertà», «No green pass» e «Basta dittatura sanitaria». Sono i contestatori dell’ultimo decreto del governo Draghi. Decreto che, dal 6 agosto, estende l’obbligo della certificazione verde per viaggi, ristoranti, eventi e luoghi al chiuso. In ogni piazza il copione è più o meno lo stesso. I contestatori, per la maggior parte senza mascherina e assembrati oltre il consentito, hanno sventolato il tricolore, mostrato cartelloni, gridato nei megafoni insulti al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai politici e ai virologi. «Meglio morire da liberi che morire da schiavi», recita un cartello a Catania. «Il governo fa del terrorismo, vergogna», urlano i manifestanti a Genova. «Voglio morire per mano di Dio e non degli uomini. Non mi vaccinerò mai», grida un altro contestatore a Napoli. A Milano, dove secondo fonti della Questura si sono riversati per le strade novemila persone, ad aprire il corteo uno striscione con su scritto «Fuori big-pharma dallo Stato».

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