L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 luglio 2021

Controlli affinchè non bruci il territorio non si devono fare in compenso si inventano tutto per controllare le persone

Perché la Sardegna brucia

Non riesco a guardare le immagini della mia terra che brucia. Non posso fermare il pensiero su tutte le creature, animali e vegetali, che hanno perso la vita in modo straziante. Non posso avvicinarmi alla disperazione dei miei conterranei che hanno perso tutto. Mi si fermerebbe il cuore. Ma penso, con rabbia grande, a quando la nostra terra era continuamente sorvolata dai droni, per scongiurare il pericolo che qualcuno andasse in campagna a respirare quando era proibito. Penso a quando due camionette di forestali riuscirono ad avvistare e si precipitarono su una coppietta che si era peccaminosamente appartata. Penso a tutte le auto di carabinieri e polizia mandati di corsa a controllare quel gruppo di medici che aveva deciso di incontrarsi all’aperto qualche mese fa, e a identificarli come criminali. Penso ai controlli a tappeto che abbiamo subito per mesi, per cielo e per terra, perché avevamo la pretesa di respirare la nostra aria.

Ma sapete, per vigilare sui piromani non ci sono soldi. Non si possono pagare le vedette. Le risorse per la lotta agli incendi sono state drasticamente tagliate, anno dopo anno. E i droni vanno conservati per il prossimo lockdown. Soprattutto bisogna fare spazio ai progetti “green” di Cingolani, che guarda caso ha posato gli occhi sulla Sardegna. Tanto la gente, sardi in testa, è troppo occupata a chiedere campi di concentramento per quelli come me, invece di cercare i veri nemici del popolo e della terra. E poi, diciamocela tutta, unire i puntini e capire il grande disegno a molti non conviene: rischierebbero di darsi la zappa sui piedi.

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